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Libia, si moltiplicano gli sforzi internazionali per la de-escalation tra GNA e LNA

Libia, Si Moltiplicano Gli Sforzi Internazionali Per La De-escalation Tra GNA E LNA

Il ministro degli Esteri algerino e il capo per l’area ME NA tedesco volano a Bengasi per convincere Haftar a fermare l’offensiva contro Sarraj. Ciò nonostante siano in corso i colloqui a Ginevra tra GNA, LNA e il Comitato militare dei P5+5

Si moltiplicano gli sforzi internazionali per la de-escalation in Libia, nonostante siano in corso i colloqui a Ginevra tra GNA, LNA e il Comitato militare dei P5+5. Nelle scorse ore sono arrivati a Bengasi il ministro degli Esteri algerino, Sabri Bo-Qadoom, e il direttore per l’area ME NA del ministero degli Esteri tedesco, Christian Buck, già ambasciatore nel paese nord africano. L’obiettivo per tutti è far sì che Khalifa Haftar fermi la sua offensiva contro Tripoli e Misurata, al momento impantanata ad Abu Grein. Fayez Sarraj, infatti, non accetterà mai di tornare a una tregua fino a che le truppe del Generale non avranno cessato le ostilità. E in Svizzera i delegati  di entrambe le parti hanno poteri molto limitati, se non nulli. Più che per decidere, sono lì per ascoltare e riferire. Di conseguenza, l’unica soluzione è agire alla “fonte”. 

Intanto la situazione in Libia è sempre più grave. I combattimenti ad Abu Grein si sono momentaneamente fermati, ma sono aumentati quelli a Tripoli. Inoltre, la NOC continua a denunciare la riduzione dell’output petrolifero e le perdite economiche si accumulano

Intanto, sul terreno le forze del GNA e l’LNA proseguono a combattere e la crisi continua a peggiorare. Se ad Abu Grein la situazione si è calmata temporaneamente, a Tripoli c’è stata un’escalation. Gli assetti di Haftar hanno bombardato alcuni quartieri alla periferia e in zone densamente popolate (tra cui l’università). I soldati di Sarraj hanno risposto prendendo di mira l’area di Camp Takbali e rafforzando le difese lungo la prima linea. In mezzo c’è la National Oil Corporation (NOC), che continua a lanciare allarmi e appelli contro lo stop alle operazioni petrolifere. La NOC ha ricordato infatti che a oggi si è scesi a 187.337 bpd (barili al giorno) e che le perdite economiche totali sono arrivate a quasi un miliardo di dollari (931.775.672). Di conseguenza, esorta ancora a interrompere immediatamente “le violazioni irresponsabili e illegali” che vedono protagoniste le sue infrastrutture.

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