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Libia, si ipotizza l’esclusione di militari dalla corsa alle presidenziali

Libia, Si Ipotizza L’esclusione Di Militari Dalla Corsa Alle Presidenziali

I membri delle forze armate e di sicurezza in Libia potrebbero essere esclusi dalle presidenziali. L’ipotesi, maturata nell’HoR e che miete consensi, rischia di penalizzare pesantemente il generale Khalifa Haftar

Gli appartenenti alle forze militari e agli apparati della sicurezza potrebbero essere esclusi dalla corsa per la prossima presidenza in Libia. E’ una delle ipotesi che circola in queste ore e che sta prendendo sempre più piede. A proporla, Sirgem Sirgiwa, membro della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk. La parlamentare, presentando l’opzione durante una plenaria dell’organismo, ha spiegato che – esclusi alcuni paesi dell’America Latina – quasi tutte le nazioni nel mondo hanno già adotatto proveddimenti analoghi. Inoltre, “l’esercito deve proteggere la popolazione, ma non interferire nella vita politica”, ha sottolineato citata dalla stampa locale. Se la misura passasse, andrebbe a penalizzare innanzitutto il generale Khalifa Haftar, a capo dell’LNA. L’uomo forte della Cirenaica, escluso dal comando del futuro esercito unificato dello stato africano, punta infatti a un incarico politico di vertice. Unica chance per mantenere il potere.

Intanto, Sarraj approfitta della situazione per rafforzare i legami internazionali e locali. I vertici del PC incontrano diversi ambasciatori stranieri e le operazioni umanitarie a Sud procedono a ritmo spedito

Intanto, Sarraj prova ad approfittare della situazione rafforzando i legami a livello internazionale e locale. Sul primo fronte i vertici del Consiglio Presidenziale (PC) hanno incontrato gli ambasciatori Usa, del Regno Unito, tedesco e bulgaro. Con tutti si è discusso di sicurezza, sviluppo economico e dei prossimi appuntamenti in calendario. A partire dall’imminente Conferenza Nazionale (Al Multaqa Al Watani), che si dovrebbe tenere a febbraio. Inoltre, procedono a pieno ritmo le operazioni per migliorare la situazione della popolazione del Sud. Il convoglio con i soldi destinati alle banche è arrivato e presto da Tripoli ne partiranno altri con benzina, denaro, medicinali e generi di conforto. L’obiettivo è migliorare le condizioni di vita nella regione per far sì che la criminalità e il terrorismo abbiano meno presa. E, parallelamente, ottenere sostegno in occasione del referendum e delle elezioni.

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