skip to Main Content

Libia, si avvicina l’attacco di Sarraj a Sirte e la tregua con Bengasi

Mentre Sarraj si appresta ad attaccare Sirte, la comunità internazionale lavora per porre le basi sulla nuova tregua tra GNA e Bengasi. Il ruolo di Haftar rimane incerto e prende piede quello di Saleh

Mentre le forze di Fayez Sarraj si apprestano ad attaccare Sirte, i presidenti france e russo Emmanuel Macron e Vladimir Putin hanno ribadito l’urgenza della tregua al più presto. Lo hanno fatto nel corso di una video-conferenza in cui è stato chiesto nuovamente lo stop alle ingerenze estere in Libia. Sulla stessa linea, peraltro, si erano espresse anche la Germania e l’Italia solo il giorno precedente. Anche se non è ufficiale, prende sempre più piede l’ipotesi che al GNA sia consentito cacciare l’LNA dalla sua ultima roccaforte nell’ovest per poi far ripartire subito i negoziati con Bengasi. In questo contesto rimane incerto il ruolo che Khalifa Haftar potrebbe avere, in quanto i rispettivi partner hanno ribadito la stima e la “fiducia” verso Aguila Saleh, il presidente della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Torbuk, il quale dovrebbe gestire le trattative per conto dell’Est.

Intanto, la Turchia si assicura la cooperazione con la NOC per l’esplorazione e la prospezione di petrolio in Libia. Forse anche a sud

Intanto, la Turchia si è assicurata un accordo di cooperazione con la National Oil Corporation (NOC) libica per l’esplorazione e la prospezione alla ricerca di petrolio. Il ministro per l’Energia del paese nord africano, Fatih Donmez, lo ha annunciato sottolineando che si sta lavorando alla pianificazione delle attività congiunte. Non è chiaro, però, quale area verrà coinvolta. Secondo fonti locali, Ankara potrebbe avere il via libera per quanto riguarda il sud della nazione. La zona è ancora formalmente inesplorata, ma sembra sia ricca di risorse naturali. Non solo greggio, ma anche gas e uranio. Non a caso, Haftar vi ha mantenuto un forte grip fino a che a potuto, nonostante le ripetute proteste del GNA e della tribù locale dei Tabu. Il crollo della sua campagna contro Tripoli, però, rimette in gioco le carte a vantaggio dell’alleato di Sarraj.

Le potenze internazionali che hanno sostenuto il Generale non rimarranno a guardare. E’ probabile che la regione meridionale verrà divisa e per evitare sorprese c’è la base di Jufra

Resta da capire ora quale sarà la reazione delle potenze internazionali, le quali avevano messo gli occhi sul sud della Libia e che avevano supportato Haftar proprio in funzione di accordi legati all’esplorazione della regione. Difficilmente permetteranno alla Turchia dei appropriarsi delle risorse senza intervenire. E’ probabile che, in fase di negoziati GNA-Bengasi, ci sia una re-distribuzione dell’area, in cui Ankara sarà inserita ma non in via esclusiva. Non a caso, a vigilare che non ci siano sorprese c’è la base di Jufra, dove ancora stazionano assetti che potrebbero causare problemi alle forze di Sarraj e ai loro partner nel quadrante meridionale.  

Back To Top