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Libia, si aggrava la crisi del petrolio: chiude un’altra raffineria

Libia, Si Aggrava La Crisi Del Petrolio: Chiude Un’altra Raffineria

Si aggrava la crisi del petrolio in Libia, chiude un’altra raffineria: è quella di Zawiya, che ha dovuto fermare le operazioni per las scarsità di greggio. L’LNA, infatti, non ha ancora sbloccato giacimenti e terminal

Si aggrava la crisi del petrolio in Libia, con un’altra raffineria che chiude a seguito della guerra civile in corso tra Fayez Sarraj e Khalifa Haftar: quella di Zawiya. L’LNA, che controlla giacimenti e terminal di greggio nel paese africano, ha infatti bloccato tutte le spedizioni. Di conseguenza, la struttura è rimasta “a secco” e ha dovuto fermare le operazioni in almeno due unità, secondo quanto riporta Reuters. La situazione, inoltre, continua a peggiorare di giorno in giorno. Tanto che la National Oil Corporation (NOC) ha denunciato che la produzione è crollata da 1,2 milioni di barili al giorno (bpd) a 200.000. Di fatto, portando la nazione ai livelli più bassi mai raggiunti da agosto del 2011. Al momento, peraltro, non ci sono segnali legati a una possibile svolta sul settore. Nonostante tutti gli appelli internazionali, infatti, il Generale è rimasto sulle sue posizioni e non ha sbloccato nulla.

Per Haftar controllare giacimenti e terminal di petrolio è fondamentale contro il GNA di Sarraj e verso la comunità internazionale. Ma quanto potrà tirare la corda prima di subire un maxi effetto boomerang?

Per Haftar mantenere il controllo di giacimenti e terminal petroliferi in Libia è fondamentale. Ciò, in ambito interno, per mantenere il potere sulle tribù alleate e minacciare i nemici del GNA. Su quello esterno, per poter continuare a mantenere un peso forte e ad agire con una certa libertà, nonostante le ripetute denunce di crimini di guerra perpetrati dall’LNA. Non a caso, le reazioni internazionali si sono limitate a condanne verbali e non c’è stato alcun provvedimento cornetto contro il Generale o i suoi alleati. La domanda che si pongono oggi gli analisti, però, è: quanto potrà ancora resistere su questa posizione? Il rischio è causare danni irreparabili non solo a Sarraj e al suo governo, ma anche a tutto il resto della popolazione. In quel caso, ci sono concrete possibilità di rivolte o di un intervento diretto della comunità internazionale, che vanificherebbero il vantaggio di cui gode oggi.

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