Libia, si acuisce la crisi tra Tripoli e il generale Haftar sul petrolio

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In Libia non si arresta la crisi, nata dall’appropriazione del generale Haftar dei terminal nella Mezzaluna Petrolifera. La NOC di Tripoli invia lettera a ONU e ambasciate chiedendo sanzioni contro 48 tra soggetti fisici ed entità

In Libia non si arresta la crisi, nata dall’appropriazione del generale Khalifa Haftar dei terminal nella Mezzaluna Petrolifera. I vertici della National Oil Corporation (NOC) di Tripoli hanno scritto una lettera alle Nazioni Unite e alle ambasciate straniere nel paese nord africano, chiedendo che il Consiglio di sicurezza commini sanzioni all’uomo forte della Cirenaica. Nel testo si denuncia quanto sospettato da molti. E cioè che gli alleati del capo dell’LNA stiano offrendo contratti per la vendita del greggio che violano le precedenti risoluzioni Onu. Se fossero firmati, milioni di dollari verrebbero sottratti alle casse della nazione. In particolare – come riporta il Guardian – si chiedono misure contro 48 individui ed entità, incluso il presidente della sedicente NOC di Bengasi, organizzazione non riconosciuta da quella madre, che però al momento gestisce le infrastrutture e i porti da cui dovrebbe partire il petrolio.

La denuncia: Gli alleati di Haftar a Bengasi conducono attività illegali. Se non saranno fermati potrebbero puntare ad altro e condizionare le elezioni di dicembre

La NOC di Tripoli ha fatto sapere che renderà noti una serie di documenti, i quali attestano l’incompetenza e l’illegalità delle attività condotte dall’organizzazione rivale di Bengasi nei terminal di Sidra e Ras Lanuf. Si teme, peraltro, che una eventuale inazione da parte della comunità internazionale possa essere considerata una vittoria da Haftar e dai suoi alleati. Questi, di conseguenza, potrebbero tentare di annettersi anche ulteriori risorse. Inoltre, c’è il rischio che l’operazione della Mezzaluna Petrolifera possano avere un peso decisivo nelle elezioni in Libia, pianificate per dicembre. In particolare, “potrebbero creare condizioni che interferiscano con l’accettazione da parte di alcuni segmenti della popolazione dei risultati del voto”, conclude la lettera.

Alle parole della NOC si aggiungono quelle del GNA: A seguito di quanto avvenuto l’economia libica perde ogni giorno 67 milioni di dollari. Ciò si riflette sulle condizioni di vita della popolazione

Alla denuncia della NOC si è aggiunta anche quella del GNA. Il portavoce del capo del Presidential Council (PC) della Libia, Mohammed El Sallak, ha tenuto una conferenza stampa per spiegare la situazione. In dettaglio ha spiegato che l’operazione unilaterale del generale Haftar danneggerà non solo l’economia del paese africano. Ma anche le condizioni di vita della popolazione. Tanto che, a seguito dell’annessione, si perdono oltre 67 milioni di dollari al giorno di mancati introiti. Ciò per El Sallak ha anche impatti negativi sulla disponibilità delle merci.