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Libia sempre più nel caos, ora gli attori forti sono 3

Libia Sempre Più Nel Caos, Ora Gli Attori Forti Sono 3

Firmato un accordo di cessate il fuoco per far finire gli scontri in città e proteggere i civili

La situazione in Libia è diventata incandescente. Soprattutto a Tripoli, dove ci sono stati duri scontri a Bab Bin Ghashir e Hai Damascus. Le brigate armate Ghaniewa, controllate dal Governo di Unità Nazionale (GNA), sono però riuscite a riprendere la zona. Le forze di Misurata, invece, controllano Salah Eddine, la strada dell’Aerporto e Wadi Al-Rabia. Queste, peraltro, stanno ricevendo rinforzi. Finora, comunque, non si sono mosse in attesa di un segnale. Per evitare il peggio, il Consiglio Presidenziale (PC) è stato costretto a raggiungere un intesa con le brigate lealiste e i consigli municipali. La tregua è stata raggiunta al termine di un incontro tra l membro del PC Ahmed Hamza e il ministro della Difesa designato, Mihid Al-Barghati, con i membri dei consigli provinciali di Misurata, Tripoli centrale e Souq Al-Jonaa. Vi hanno partecipato anche i comandanti militari di Misurata e Tripoli.

Cosa stabilisce la tregua

L’accordo di cessate il fuoco stabilisce che tutte le unità militari rivali si ritirino da Tripoli entro 30 giorni e rilascino tutti i prigionieri. In questo contesto, verrà creato un comitato congiunto dei ministeri dell’Interno e della Difesa della Libia per sovrintendere alle operazioni di ritiro dalla città e di ricollocamento nelle zone previste al di fuori. Gli edifici strategici al suo interno, invece, verranno presidiati da unità specifiche. La brigata 301 della Difesa proteggerà il dicastero dell’Interno e il Dipartimento di sicurezza di Tripoli; la 17 del dipartimento Centrale di sicurezza si collocherà sulla Airport Road. La 14 e la 155 (la Guardia Presidenziale), infine, vigileranno sull’area del complesso di Rixos, dove mercoledì si sono registrate le battaglie più dure.

La tregua è fragile, Ghwell è sempre più forte e ha il suo esercito privato: la LNG

La tregua raggiunta, però, è estremamente fragile. Le forze del National Salvation Government (NSG) di Khalifa Ghwell, infatti, con buona probabilità non staranno ferme a lungo. Soprattutto perché oggi rappresentano il terzo attore forte nel panorama libico, insieme al GNA di Feyez al-Serraj e al generale Khalifa Haftar, a capo dell’operazione Dignity. Ghwell, peraltro, oltre alle diverse brigate di Misurata può contare anche sulla Guardia Nazionale Libica (LNG): una forza ufficiale che continua a prendere peso nel paese, a scapito degli altri 2 attori. Ciò soprattutto dopo aver risolto la mini-crisi nel quartiere tripolino di Abu Salim nel silenzio del GNA. Non è un caso, infatti, che la LNG sia stata tenuta debitamente fuori dagli scontri dei giorni scorsi.

Serraj e Haftar sono in forte difficoltà

Serraj e Haftar, invece, sono oggi in difficoltà. Il primo puntava tutto sulla Russia per convincere il generale ad accettare il piano di mini-governo.L’esito del suo incontro con il ministro degli esteri Sergey Lavrov, però è stato diverso dalle aspettative: la Federazione non ha preferenze su chi appoggiare. Va bene l’una o l’altra soluzione, basta che il governo sia in grado di combattere efficacemente il terrorismo. Mosca, che già sostiene Haftar da tempo, non sembra perciò intenzionata a “cambiare cavallo”. È un momento delicato anche per Haftar, pressato da Usa e Ue dopo la conquista di 2 terminal petroliferi: Ras Lanuf e al-Sidra, tra i principali in Libia. Gli ambasciatori UK, francese, italiano e statunitense hanno manifestato preoccupazione per la situazione, chiedendo l’immediata cessazione delle ostilità nella zona. Le strutture “appartengono al popolo libico – si legge in un comunicato congiunto -. Devono rimanere sotto controllo esclusivo delle autorità centrali”.

 

 

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