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Libia, scacco matto di Sarraj ad Haftar: Torna il Multaqa

Libia, Scacco Matto Di Sarraj Ad Haftar: Torna Il Multaqa

Sarraj a sorpresa annuncia un’iniziativa di sette punti per far cessare la guerra civile in Libia. Tra questi c’è anche un nuovo Multaqa, sponsorizzato da UNSMIL, ma senza Haftar e i suoi alleati sanguinari

Mossa a sorpresa di Fayez Sarraj, che propone un’iniziativa su sette punti per porre fine alla guerra civile in Libia. Il capo del GNA l’ha annunciata nel corso di una conferenza stampa a Tripoli, in cui ha illustrato i passi. Si tratta sostanzialmente di riprendere il percorso tracciato insieme a UNSMIL, la missione ONU nel paese africano, ma con una differenza sostanziale. Il premier vuole organizzare un nuovo Multaqa, la Conferenza Nazionale, in cui riunire tutte le parti attive nella nazione che chiedono pace, democrazia e stabilità. Dall’evento, però, saranno esclusi coloro che  supportano la dittatura o che hanno il sangue della popolazione sulle loro mani. E cioè Khalifa Haftar e le milizie alleate, prime tra tutte la Settima Brigata dei fratelli Khani di Tarhouna. Inoltre, Sarraj ha annunciato la nascita di un comitato, che svilupperà le leggi necessarie in base a quanto verrà stabilito nell’incontro.

Con questa operazione, il premier del GNA taglia fuori il Generale dal futuro della Libia. Inoltre, esorta la popolazione dell’Est a scaricarlo

Di fatto Sarraj sta tagliando fuori Haftar dal futuro della Libia. Il Multaqa senza il Generale e gli alleati vuol dire, infatti, che questi non parteciperanno all’organizzazione delle elezioni e non è chiaro nemmeno se si potranno candidare. Parallelamente, ha lanciato un colpo molto duro all’uomo forte della Cirenaica, rivolgendosi direttamente alla popolazione dell’est della Libia per lanciare un appello/avvertimento. “Parlo al popolo libico nell’est Libia e chiedo loro di stare attenti, perché la storia sta scrivendo le nostre posizioni – ha sottolineato il premier del GNA durante la conferenza stampa -. Dovrebbero rendere pubblico il loro rifiuto alla tirannia e alle aggressioni. Ci sono state abbastanza uccisioni dei nostri giovani, abbastanza funerali”.

Per Haftar, sempre più in difficoltà a gestire la quasi fallita campagna contro Tripoli, l’annuncio è un colpo molto duro e inaspettato

Le dichiarazioni di Sarraj creano ancora più difficoltà per Haftar, già in crisi per il fallimento della campagna militare su Tripoli. Il Generale, pur contando sull’aiuto di diversi partner locali e internazionali, ancora non è riuscito a prendere la capitale libica. Anzi, nell’ultimo periodo l’LNA si è dovuto ritirare da varie località e ora è costretto a giocare il tutto e per tutto per difendere l’aeroporto internazionale di Tripoli e Qasr Ben Ghashir. Il nemico, di contro, da una posizione di forte sfavore è passato a una di netto vantaggio. Nessuno, però, si aspettava dal capo del PC una mossa simile. Si riteneva, infatti, che le forze del GNA avrebbero proseguito nel loro contrattacco, per cacciare l’LNA dalla regione. Tanto che Sarraj per primo si era rifiutato di discutere di qualunque tregua, fino a che le truppe nemiche non si fossero ritirate dall’area.

Indire un nuovo Multaqa è stata una mossa molto furba per Sarraj, che ormai ha incassato sostegno internazionale molto diffuso. Quindi, dire No all’esclusione del Generale dall’evento sarebbe difficile. Soprattutto se questo riprendesse il cammino stabilito insieme a UNSMIL per il futuro della Libia

L’annuncio di Sarraj è stata una mossa molto astuta. Ciò, in quanto la comunità internazionale difficilmente potrà dire no alle condizioni previste. Sia perché di fatto riprende il cammino stabilito con UNSMIL sia perché l’aggressione di Haftar a Tripoli ormai è stata condannata in maniera unanime. Gli stessi partner del generale, infatti, dopo aver constatato la sua impossibilità a conquistare la capitale e parallelamente vedere che cresceva il fronte pro-Sarraj, sono stati costretti ad accodarsi agli altri. Di conseguenza, l’uomo forte della Cirenaica ha finito il tempo. O accetta la tregua e ritira le sue forze dall’ovest, o dovrà combattere fino alla fine. Ma praticamente da solo. La maggior parte delle milizie alleate non si faranno sfuggire l’occasione di ricucire con Tripoli, grazie alla mano tesa dal premier. Quindi, dopo aver verificato di non essere nella “black list”, scaricheranno velocemente il Generale per poter partecipare al Multaqa.

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