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Libia, Sarraj ufficializza le sue dimissioni entro fine ottobre

Sarraj ufficializza in un discorso in tv le sue dimissioni entro la fine di ottobre

Fayez Sarraj lo ha confermato: lascerà la guida del GNA entro ottobre. Lo ha fatto in un breve discorso televisivo in cui ha sottolineato gli sforzi fatti per riconciliare le diverse visioni in Libia e per riunificare le istituzioni dello stato. Secondo il premier di Tripoli, però, il clima è rimasto altamente polarizzato, rendendo ogni tentativo molto difficile. A proposito ha denunciato che “qualcuno” ha contato sulla guerra contro Khalifa Haftar per imporre la sua agenda nel paese africano e il Consiglio Presidenziale è stato obbligato a fare molte concessioni per evitare l’inasprimento del conflitto. Sia a livello interno sia esterno. Nonostante ciò, è riuscito a raggiungere una tregua stabile con l’Est, tramite Agila Saleh, che ha posto le basi per la ripresa del processo politico. Si attendono ora le reazioni dei partner del governo riconosciuto e di quelli di Bengasi.

Il capo del GNA lascerà una volta che si sarà il nuovo Consiglio Presidenziale, formato da un elemento per ognuna delle tre regioni libiche. Haftar dovrà “liberare” il petrolio, mentre si attende il nuovo inviato speciale ONU

L’annuncio delle dimissioni di Sarraj, che comunque manterrà i poteri fino alla costituzione del nuovo esecutivo, apre nuovi scenari per il futuro della Libia. Innanzitutto sblocca il dialogo avviato tra GNA e l’Est, in quanto i partner di Haftar perdono oggi l’arma principale per frenare il processo. Inoltre, obbligherà il Generale a liberare effettivamente i giacimenti e i terminal petroliferi, pena la condanna dei suoi stessi alleati. Ora la palla passa all’ONU, che dovrà nominare al più presto il nuovo inviato speciale. Questo sarà strategico per mettere d’accordo le parti sulla necessità di un nuovo Consiglio Presidenziale, formato da un elemento di ogni regione libica (Tripolitania, Fezzan e Cirenaica). Il tema, infatti, sarà probabilmente quello principale, insieme a un cessate il fuoco duraturo, al prossimo round di negoziati a Ginevra. Di conseguenza, per quella data è auspicabile che questa figura sia stata già nominata e sia operativa.

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