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Libia, Sarraj smantella una rete di cellule pro-Haftar nelle istituzioni

Libia, Sarraj Smantella Una Rete Di Cellule Pro-Haftar Nelle Istituzioni

Le forze di Sarraj smantellano una rete di cellule pro-Haftar, che si erano infiltrate nelle istituzioni. Dal ministero dell’Interno all’intelligence passando per altri organismi. La caccia alle talpe, peraltro, è solo all’inizio

Il GNA smantella una rete di cellule pro-Khalifa Haftar all’interno delle istituzioni libiche. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno, Fathi Bashagha, in una conferenza stampa. L’operazione, nata su impulso dell’intelligence di fayez Sarraj, ha portato in cella diversi funzionari del dicastero e 007. Tutti farebbero parte di milizie che in segreto sostengono il Generale. Ciò ha fatto sì che il dipartimento informazioni di Tripoli quello anti-corruzione siano stati compromessi. I raid sono partiti dopo l’arresto, avvenuto solo pochi giorni fa, del generale Shukri Labeeb. Questo, operativo dell’uomo forte della Cirenaica a ovest, si occupava di gestire le cellule dormienti e di raccordarle con le necessità di Bengasi. Una volta nelle mani del GNA, l’ufficiale ha cominciato a confessare, fornendo dati e riscontri sugli altri infiltrati, che operavano all’interno delle istituzioni. Prossimamente ci potrebbero essere anche altri arresti. La caccia alle talpe, infatti, è appena cominciata.

A Ginevra si parla di una bozza di tregua tra GNA e LNA, ma lo scontro sul terreno si estende a Zuwarah e Zawiyah, nonché la crisi del petrolio si acuisce ancora

Intanto, continuano a Ginevra i negoziati tra GNA-LNA e Comitato militare dei P5+5. Ciò, nonostante il governo di Sarraj si sia formalmente chiamato fuori fino a che la comunità internazionale non prenderà provvedimenti reali contro le ripetute violazioni della tregua da parte di Haftar. Sembra che le parti abbiano anche preparato una bozza di cessate il fuoco, ma non ci sono ulteriori dettagli. Oggi, comunque, l’ipotesi appare lontana, soprattutto a seguito delle ultime evoluzioni sul terreno. Il Generale, infatti, dopo aver bombardato i confini occidentali della Libia con la Tunisia per rallentare possibili arrivi di rifornimenti o rinforzi a Tripoli, minaccia di attaccare Zuwarah e Zawiyah. Tanto che le due città hanno chiamato la mobilitazione generale e dalla capitale sono in arrivo assetti per rafforzare le rispettive difese. Inoltre, nonostante continui ad aggravarsi la crisi del petrolio in tutto il paese, l’uomo forte della Cirenaica non cede.

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