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Libia, Sarraj risponde ai raid di Haftar su Misurata bombardando l’LNA

Libia, Sarraj Risponde Ai Raid Di Haftar Su Misurata Bombardando L’LNA

La risposta di Sarraj ai raid di Haftar su Misurata non si è fatta attendere: i caccia del GNA bombardano varie postazioni dell’LNA a sud di Tripoli

Non si è fatta attendere la risposta di Fayez Sarraj e di Misurata agli ultimi raid di Khalifa Haftar. I caccia dell’alleanza dell’Ovest hanno bombardato diverse postazioni dell’LNA a sud di Tripoli. Da Wadi Al Rabie a Mazdah. Qui le forze del GNA hanno preso di mira una riunione dei vertici militari e dell’intelligence pro-Bengasi. A causa del botta e risposta aereo è intervenuta UNSMIL, la missione ONU in Libia, che ha chiesto ancora a tutte le parti di abbassare i toni e di far cessare la crisi per tornare al tavolo negoziale. In particolare si esorta tutti a fermare i bombardamenti, che colpiscono anche obiettivi civili e causano vittime tra la popolazione. L’appello, però, difficilmente verrà accolto. Sia il Generale sia il premier del GNA, infatti, hanno motivi per intensificare le loro azioni. Il primo per non essere sconfitto e il secondo per sfruttare il vantaggio acquisito recentemente.

Il Generale deve eliminare assolutamente le sue due minacce più concrete: i droni inviati a Tripoli dalla Turchia e i piloti di Misurata, addestrati in Russia. Fino a che non riuscirà, ogni “Zero Hour” sarà un fallimento

La campagna di Haftar su Tripoli, da terrestre è diventata aerea. Il Generale sa che non è in grado di conquistare Tripoli, a meno che non sconfigga le sue più pericolose spine nel fianco: i droni inviati dalla Turchia e i caccia di Misurata. Sul primo fronte, bombarda periodicamente l’aeroporto di Mitiga, sperando di distruggere il centro di comando e controllo degli aerei senza pilota di Sarraj. Sul secondo, ha cominciato ad attaccare lo scalo da cui decollano i piloti, appena rientrati dalla Russia dopo 4 anni di addestramento. Questi stanno causando all’LNA grandi danni, soprattuto a seguito del fatto che neutralizzano tutti i convogli diretti alla prima linea. I droni, invece, rilevano in anticipo le coordinate e monitorano i movimenti nemici (anche da Gharyan, recentemente conquistata dal GNA). Perciò, fino a che le due minacce non saranno eliminate, ogni “Zero Hour” si concluderà in un fallimento.

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