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Libia, Sarraj reagisce contro Haftar che tenta di riprendere Gharyan

Libia, Sarraj Reagisce Contro Haftar Che Tenta Di Riprendere Gharyan

Sarraj reagisce al pressing di Haftar a Tripoli e sventa un tentativo a sorpresa del Generale di riprendere Gharyan

Le forze di Fayez Sarraj reagiscono alla nuova offensiva dell’LNA a sud di Tripoli, bombardando le postazioni di Khalifa Haftar a Wadi Al-Rabi e obbligandole a ripiegare. Inoltre, hanno attaccato un convoglio di mezzi del Generale, che si dirigeva verso Gharyan. Secondo fonti locali, infatti, il pressing dell’uomo forte della Cirenaica sulla capitale è un diversivo per colpire altrove. E in particolare modo la città, la cui perdita è stata un colpo molto duro per lui. Non a caso, nel corso degli scontri in corso tra gli uomini di Bengasi e quelli del GNA, alcuni mezzi corazzati si sono sganciati dal gruppo per dirigersi verso Gharyan. I caccia di Tripoli, però, li hanno intercettati e messi in fuga disperdendoli.

Intanto, tra le milizie alleate dell’LNA scoppiano scontri interni. I mercenari stranieri appena arruolati non potranno fare molto senza il supporto della “base”, che li guarda con diffidenza

Haftar, peraltro, sembra abbia nuovi problemi “sul terreno”. Fonti locali riportano che uno dei suoi leader, Mohammed Ashtawi (alias Al-Kubba), abbia avuto una violenta disputa con il battaglione Tariq Ibn Ziad sulla distribuzione di munizioni. Ciò ha scatenato un conflitto interno tra le truppe dell’LNA causando diversi morti. Tra questi ci sarebbe anche Hassan Qatnash, un trafficante di carburante e di esseri umani di Bani Walid. Lui e Ashtawi, inoltre, erano già leader di una milizia pro-Gheddafi, che si è alleata con il Generale. L’accaduto è destinato ad alimentare la situazione sempre più fragile degli uomini di Bengasi, stanchi e demoralizzati, a tutto vantaggio di Sarraj. La loro capacità di combattimento, infatti, diminuisce giorno per giorno. Perciò, i mercenari Janjaweed e chadiani appena arruolati nelle fila di Haftar non potranno fare molto per rivoltare la situazione, non avendo il supporto della “base”, che li guarda con diffidenza.

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