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Libia, Sarraj detta le condizioni per la conferenza di Berlino

Libia, Sarraj Detta Le Condizioni Per La Conferenza Di Berlino

Sarraj risponde alla richiesta di cessate il fuoco immediata dalla ministeriale Esteri a margine dell’Assemblea Generale ONU e detta le condizioni per partecipare alla conferenza di Berlino. Ok a tregua, ma dovete confermare che GNA è unico interlocutore ufficiale. Inoltre, LNA deve prima ritirarsi. Si conferma anche nessun dialogo con Haftar

Il GNA risponde alla ministeriale Esteri a margine dell’assemblea generale dell’ONU (UNGA), che chiede nuovamente il cessate il fuoco immediato in Libia. Lo fa con una nota in cui detta e condizioni per la partecipazione alla conferenza di Berlino. Il governo di Fayez Sarraj vuole essere riconosciuto come l’unico legale. Di conseguenza, dovrà cessare qualunque trattativa straniera con Khalifa Haftar e Bengasi. Inoltre, conferma la disponibilità alla tregua. A patto, però, che l’LNA si ritiri sulle posizioni controllate prima del 4 aprile 2019 e senza alcuna precondizione. Infine, Tripoli ribadisce che tutte le istituzioni militari dovranno essere sotto il comando dell’autorità civile e che solo la National Oil Corporation (NOC) è l’organismo legittimato a gestire la produzione e l’export petrolifero. Nell’occasione, il GNA ribadisce anche che non ci sarà alcun dialogo con l’uomo forte della Cirenaica e le sue milizie, in quanto “hanno le mani sporche del sangue dei libici”.

Intanto, gli Usa attaccano ancora Isis in Libia. E’ la quarta operazione in dieci giorni. Uccisi complessivamente 43 miliziani Daesh

Intanto, gli Usa lanciano una nuova offensiva contro Isis in Libia. Il comando americano per le operazioni in Africa (AFRICOM) ha effettuato un’operazione in accordo con il GNA contro lo Stato Islamico. Droni statunitensi hanno ucciso sette miliziani Daesh nel sud del paese africano con un’operazione mirata. I raid, anche se non ci sono conferme ufficiali, dovrebbero essere avvenuti nell’area meridionale di Sabha e hanno preso di mira un convoglio di jihadisti in movimento. Si tratta del quarto strike in dieci giorni, che ha causato la morte di 43 terroristi complessivamente. Gli assetti sono intervenuti in quanto, a seguito del protrarsi della crisi, IS sta rialzando la testa nella nazione e ha cominciato a muoversi più liberamente e in maniera visibile. I fondamentalisti vogliono approfittare della situazione per rafforzare la loro influenza, partendo da sud, e spingersi verso la costa.

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