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Libia, Sarraj crea la Joint Force per proteggere Tripoli da milizie e Isis

Libia, Sarraj Crea La Joint Force Per Proteggere Tripoli Da Milizie E Isis

Nasce in Libia la Joint Force per la sicurezza di Tripoli. Tre brigate di fanteria e un’unità del ministero dell’Interno contro le milizie e Isis. A capo della forza il generale Al-Juwaili

Nasce in Libia la forza congiunta per la sicurezza di Tripoli. Sia contro possibili attacchi delle milizie sia contro azioni dei terroristi Isis. Il premier del GNA, Fayez Sarraj, ha emanato l’ordine che sancisce la sua costituzione. L’unità sarà composta da tre brigate di fanteria e da assetti del ministero dell’Interno. Gli stessi che hanno combattuto la Settima Brigata dei fratelli Kani. Ogni comandante dovrà essere un ufficiale. Inoltre, la Joint Force è autorizzata sin da subito a usare le armi, se necessario, per mantenere o ristabilire la sicurezza nella città. Questa dovrà proteggere i residenti, monitorare il rispetto del cessate il fuoco e comunicare con le parti in conflitto, le quali saranno rappresentate in un comitato che verrà formato nel futuro prossimo. L’intero contingente eseguirà gli ordini e le tattiche stabilite dal comandante in capo, il generale Osama Al-Juwaili, e verrà schierato in zone ben specifiche e già individuate.

Da Sarraj mossa per alleggerire il pressing delle milizie sul GNA: le posizioni dei prigionieri nel carcere di Mitiga verranno riviste. Chi è stato imprigionato oltre i termini, sarà rilasciato

Secondo la direttiva di Sarraj, il generale Al-Juwaili (anche comandante della zona militare occidentale) avrà pieni poteri. Potrà comunicare con tutte le parti per dire loro in quali aree specifiche dovranno ricollocarsi. Inoltre, all’occorrenza è autorizzato a contattare direttamente UNSMIL, la missione ONU in Libia, per ricevere assistenza e supporto. Peraltro, insieme alla Joint Force, il premier del GNA ha stabilito un provvedimento a favore dei miliziani ribelli, prigionieri nelle carceri del paese africano dopo le battaglie a Tripoli. Nel documento si ordina la creazione di un comitato che riconsideri le condizioni e le accuse verso i detenuti che si trovano nel carcere dell’aeroporto di Mitiga (quelli delle milizie catturati nella battaglia della capitale), gestito dalla Special Deterrence Force. Il controllo della struttura da oggi passerà al ministero dell’Interno e chiunque sia stato incarcerato per più tempo rispetto a quanto stabilisce la legge, deve essere rilasciato.

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