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Libia, Sarraj cerca aiuto internazionale contro l’offensiva “economica” di Haftar

Libia, Sarraj Cerca Aiuto Internazionale Contro L’offensiva “economica” Di Haftar

Sarraj vola al summit UE-Mondo Arabo per chiedere aiuto internazionale contro l’offensiva “economica” di Haftar a Sud. Le milizie del Generale hanno preso Sharara ed El Feel, i due più grandi giacimenti di petrolio della Libia. Si rischia il collasso dell’economia e la fine del processo politico

Il premier della Libia e capo del Consiglio Presidenziale (PC), Fayez Sarraj, è volato in Egitto per partecipare al primo summit UE-Mondo Arabo (EULAS). Obiettivo della missione: chiedere alla comunità internazionale di intervenire per fermare le manovre di Khalifa Haftar a sud, che minano la già fragile sicurezza del paese africano e mettono seriamente a rischio la sua economia. Pochi giorni fa, infatti, le forze del Generale hanno preso possesso anche del secondo più grande giacimento di petrolio della nazione, quello di El Feel, dopo aver conquistato il primo: Sharara. Di conseguenza, si rischia una crisi senza precedenti, che potrebbe sfociare in un conflitto armato e porre fine ancora una volta al processo politico in corso. Peraltro, in un momento delicato come questo, in cui per la prima volta c’è una road map concreta: Conferenza Nazionale, referendum ed emendamenti costituzionali e, infine, elezioni. Il tutto entro l’anno.

Haftar, comunque, sa che non può spingersi più di tanto oltre. I giacimenti sono solo “munizioni” per ottenere vantaggi. La situazione si potrebbe sbloccare nel corso delle bilaterali a margine del Summit in Egitto

Le manovre di Haftar a sud, però, rischiano di porre fine a tutto questo. Lo sanno Sarraj, la comunità internazionale e anche il Generale, che usa l’operazione come un’arma di pressione per ottenere vantaggi. Sharara ed El Feel, infatti, sono solo due “munizioni”. L’uomo forte della Cirenaica è il primo a sapere che non può spingersi oltre più di tanto, pena perdere alleati strategici come la Russia o l’Egitto. D’altro canto, però, Tripoli le la National Oil Corporation (NOC) non hanno tempo. Ogni ritardo nell’estrazione e nella spedizione di petrolio costa soldi, nonché determina perdite sempre più ingenti per le casse dello Stato. Quindi, c’è necessità che la situazione si sblocchi nel più breve tempo possibile. E gli incontri bilaterali a margine del Summit EULAS a Sharm el-Sheikh possono fare la differenza.

Rimane aperta anche la questione dei Tabu, la tribù che denuncia di essere vittima di pulizia etnica sistematica da parte di Haftar. Una delegazione di Murzuk chiede aiuto a UNSMIL, ma intanto le case vengono date alle fiamme dalle milizie 

Intanto, rimane aperta anche la questione dei Tabu. La tribù ha denunciato in tutte la pulizia etnica su vasta scala, perpetrata dalle forze di Haftar e mascherata da manovre contro il terrorismo e la criminalità organizzata. Una delegazione di parlamentari e personalità di Murzuk ha incontrato Ghassan Salamé, il capo di UNSMIL, la missione ONU in Libia. L’obiettivo era sensibilizzare le Nazioni Unite su quanto sta accadendo nella regione libica. L’alto funzionario, come riporta un Tweet della missione, ha promesso che fornirà tutto il supporto possibile per la protezione dei civili, per garantire cure ai feriti e per assicurare l’arrivo nella zona di medicine e beni essenziali. Però, gli scontri proseguono e secondo fonti locali le milizie del Generale hanno appena bruciato oltre 100 abitazioni nella città sotto assedio.

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