Libia, Sarraj a sorpresa si auto-nomina anche ministro della Difesa

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A sorpresa il premier del GNA, Fayez Sarraj si auto-nomina anche ministro della Difesa. Vuole avere un controllo più diretto dopo sulle forze armate dopo la crisi a Tripoli

Mossa a sorpresa del premier del GNA in Libia, Fayez Sarraj, che si nomina anche ministro della Difesa. Lo ha fatto con un ordine esecutivo, circa un mese dopo aver silurato Mahdi Al-Barghathi in quanto “figura ostile”. Con questa nuova auto-nomina, ora detiene il record degli incarichi. Non solo nel paese nord africano. Infatti, era già premier, capo del Consiglio Presidenziale (PC), comandante in capo dei militari e recentemente anche del comitato per la crisi nella capitale. La decisione di Sarraj è nata per avere un controllo più diretto sulle forze armate e sul loro operato, al fine che si ripeta la crisi di Tripoli con gli scontri tra la Settima Brigata dei fratelli Kani e le truppe regolari. I miliziani, almeno nella prima fase della guerra interna, hanno avanzato rapidamente incontrando pochi ostacoli. Ciò in quanto i comandanti non sono riusciti a organizzare difese e reazioni.

Nella capitale libica la situazione è tranquilla, anche se c’è gran tensione nell’aria dopo le parole del capo di UNSMIL. Inoltre, le milizie alleate cominciano a scaricare Sarraj: Troppo debole

Intanto, a Tripoli la situazione è apparentemente tranquilla, anche se si respira tensione. C’è il rischio, infatti, di nuovi scontri armati tra le milizie e le forze armate libiche. Ciò nonostante la tregua. Soprattutto dopo che il capo di UNSMIL, la missione ONU nel paese africano, Ghassan Salame ha sottolineato che i responsabili della crisi dovranno risponderne. Perciò c’è un gran fermento. Inoltre, per la prima volta le milizie di Misurata hanno aperto al rivale generale Khalifa Haftar, a capo dell’LNA dell’operazione Dignity. Sarraj, infatti, è considerato ormai debole. Di conseguenza, c’è il rischio concreto che possano passare dall’altra parte in un momento molto delicato. E, nemmeno a farlo apposta, i combattenti si trovano già a Tripoli. Chiamati proprio dal GNA nei giorni scorsi per  fornire sostegno nel contrasto alla Settima Brigata.