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Libia, Salamé denuncia all’ONU i crimini di guerra di Haftar e le interferenze straniere

Libia, Salamé Denuncia All’ONU I Crimini Di Guerra Di Haftar E Le Interferenze Straniere

L’inviato speciale ONU per la Libia, Ghassan Salamé, denuncia al Consiglio di Sicurezza che Haftar continua a commettere crimini di guerra. L’ultimo è l’attacco alla fabbrica di biscotti a Wadi Rabea

Khalifa Haftar ha commesso ancora una volta crimini di guerra e in Libia ci sono interferenze straniere sempre più evidenti, grazie all’arrivo di mercenari esteri e contractors. Lo ha denunciato  l’inviato speciale ONU, Ghassan Salamé, a capo di UNSMIL. L’occasione è stato un briefing davanti al Consiglio di Sicurezza, in cui il responsabile della missione delle Nazioni Unite nel paese africano ha tracciato lo stato attuale della crisi. Lo riporta il Libya Observer. Sul primo fronte il diplomatico ha citato il bombardamento dell’LNA su una fabbrica di biscotti a Wadi Rabea, a sud di Tripoli, che ha causato morti e feriti tra i civili. L’obiettivo era un ospedale da campo delle forze anti-terrorismo del GNA di Fayez Sarraj, che si trovava nelle vicinanze e anche esso colpito nei raid. L’azione però, “è stato un attacco deliberato che può costituire un crimine di guerra”.

Il capo di UNSMIL: La situazione sul terreno a sud di Tripoli è fluida, ma c’è un uso crescente di mercenari e contractors. Il riferimento è all’impiego del Generale di elementi della russa Wagner al fianco dell’LNA contro le forze del GNA di Sarraj

Sul versante delle ingerenze estere sul terreno in Libia, l’inviato ONU è stato molto chiaro: I fronti a sud di Tripoli sono molto fluidi, ma i pericoli e le dirette conseguenze delle interferenze straniere sono evidenti. Per colmare la mancanza di ‘forza lavoro’, c’è un crescente coinvolgimento di mercenari e di elementi delle Private Military Companies (PMC) – ha sottolineato Salamé riferendosi all’impiego dei mercenari russi della Wagner da parte di Haftar contro Sarraj -. L’inserimento di questi combattenti esperti ha naturalmente ha portato a un’intensificazione della violenza. Sono gravemente preoccupato dall’espansione del fuoco di artiglieria il verso nord della capitale libica. Negli ultimi giorni, il numero di civili uccisi e feriti è aumentato e molte famiglie stanno lasciando le aree colpite dai bombardamenti. Un’ulteriore escalation dei combattimenti a terra in queste aree densamente popolate porterebbe a disastrose conseguenze umanitarie”.

Droni e tecnologia di precisione dominano la guerra civile in Libia. Dall’inizio del conflitto, quelli pro-haftar hanno lanciato ben oltre 800 attacchi. Gli APR di Sarraj, invece, si sono fermati a 240. Il Generale, però, usa anche bombe non guidate, che hanno fatto aumentare le vittime civili a Tripoli

Salamé ha anche puntato il dito sull’uso della componente aerea e della tecnologia di precisione, diventati dominanti nella guerra civile in Libia. UNSMIL stima che dall’inizio del conflitto, gli attacchi dei droni pro-Haftar “hanno superato ampiamente quota 800”. Quelli degli APR pro-Sarraj, invece, “sono stati circa 240”. Peraltro, la missione ONU stima che “le infrastrutture e le operazioni degli aerei senza pilota siano facilitate da parti esterne al conflitto”. Non a caso ci sono stati diversi incidenti che hanno coinvolto bombardamenti mirati, effettuati da velivoli sconosciuti tra settembre e novembre. Inoltre, l’impiego da parte del Generale di bombe senza guida negli strike ha causato un aumento di vittime civili a Tripoli.

Salamé sta lavorando con il GNA per riaprire al più presto l’aeroporto di Mitiga, che sarà dotato di un terminal dedicato all’ONU. Intanto, il 20 novembre ci sarà il quarto incontro, quello cruciale, tra gli alti funzionari in vista della Conferenza di Berlino

L’inviato delle Nazioni Unite ha anche parlato della questione dell’aeroporto Mitiga, ancora chiuso a causa dei continui raid di Haftar, e ha confermato che UNSMIL vi creerà un presidio per evitare che sia attaccato in futuro. Lo scalo “deve riaprire al più presto – ha sottolineato Salamé -. Sto lavorando insieme con i ministri dei Trasporti e dell’Interno del GNA su una serie di passi pratici affinché ciò avvenga. Dal separare chiaramente le sezioni civili e militari alla creazione di un terminal dedicato per le Nazioni Unite”. Infine, ha fornito dettagli sulla Conferenza di Berlino sulla Libia, che dovrebbe tenersi (se non sarà rimandata ancora) a dicembre. “Ci sono stati già tre incontri degli alti funzionari – ha spiegato – e il 20 novembre ci sarà il quarto, che sarà cruciale”.

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