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Libia, Russia e Turchia lavoreranno insieme per la de-escalation

Russia e Turchia lavoreranno insieme per la de-escalation in Libia. Dalle consultazioni bilaterali di alto livello quattro direttrici, tra cui la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto

Russia e Turchia lavoreranno insieme per porre fine alla guerra civile tra il GNA di Fayez Sarraj e l’LNA di Khalifa Haftar. Lo hanno annunciato i due paesi al termine di consultazioni bilaterali di alto livello ad Ankara. A guidare le rispettive delegazioni c’erano i due vice ministro degli Esteri, Sergey Versihinin e Sedat Önal. Nel corso dell’incontro sono state stabilite quattro direttrici: la prima è continuare gli sforzi congiunti, incoraggiando le parti, al fine di creare le condizioni per una tregua sostenibile. La seconda è facilitare la ripresa del dialogo politico, in linea con le conclusioni della Conferenza di Berlino. La terza è lavorare affinché le parti prendano misure per garantire l’accesso umanitario sicuro e l’assistenza urgente per chi ne ha bisogno. Infine, si sta pensando di creare un gruppo di lavoro congiunto sul paese africano. Mosca, peraltro, ospiterà a breve una nuova tornata di consultazioni.

Mosca e Ankara vogliono replicare in Libia il Processo di Astana. Intanto, si cerca di de-militarizzare Sirte per mantenere l’equilibrio tra Sarraj e Haftar

Secondo alcuni analisti, la Russia e la Turchia stanno cercando di replicare in Libia il Processo di Astana per la de-escalation della violenza in Siria. Iniziativa che, a parte alcune criticità, sembra funzionare. Rimane, però, da capire quale sarà il destino di Jufra e soprattutto di Sirte. E’ strategica sia per Sarraj sia per Haftar. Chi ne otterrà il controllo, infatti, sarà il vincitore che detterà le condizioni della tregua al perdente. Da qui l’insistenza del GNA e dell’LNA di inviare rinforzi nell’area. L’idea in ambito internazionale che prende piede a proposito è quella di de-militarizzare la città. Ciò farà rimanere inalterato l’equilibrio raggiunto e obbligherà le parti a confrontarsi alla pari. Inoltre, farà abbassare la tensione con l’Egitto, pronto a un intervento militare se le forze di Tripoli dovessero superare la red line.

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