Libia, qualcuno sta lavorando per screditare Sarraj in vista delle elezioni

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Qualcuno in Libia lavora per indebolire la posizione di Sarraj, usando l’arma della sicurezza quasi inesistente a Tripoli. L’ultimo escamotage è stato un attacco con missili all’aeroporto Mitiga, che fortunatamente non ha causato vittime

Qualcuno in Libia sta lavorando per indebolire progressivamente la posizione di Fayez Sarraj. Sia all’interno del GNA sia a livello nazionale e internazionale. Lo conferma il fatto che a circa 48 ore dall’attacco terroristico alla sede centrale della National Oil Corporation (NOC), rivendicato da Isis, siano stati lanciati razzi contro l’aeroporto internazionale Mitiga di Tripoli. L’unico della città, tanto che le autorità sono state costrette a dirottare tutti i voli in uno scalo più a sud: quello di Misurata. Fortunatamente l’azione non ha causato vittime, ma rimane il fatto che sia avvenuta. E a meno di una settimana dalla firma della tregua tra l’esecutivo del paese africano e la Settima Brigata dei fratelli Kani. Segno che c’è chi sta cercando di usare l’intesa e gli eventi successivi per manipolare la situazione.

Ci sono forze che vogliono amplificare la percezione della crescente debolezza del premier del GNA nei confronti dei partner internazionali, all’interno del paese africano e agli occhi degli alleati interni. Ciò in vista delle elezioni del 10 dicembre

Non è un caso, infatti, che l’attacco di Isis alla Noc e il lancio di razzi all’aeroporto di Tripoli siano avvenuti dopo che Sarraj si è assunto l’onere di gestire la sicurezza nella capitale, auto-nominandosi anche ministro della Difesa. Non a caso, finora la paternità dell’ultima azione non è stata ancora rivendicata. probabilmente lo farà lo Stato Islamico, ma si tratta del solito specchietto per le allodole. Qualcuno in Libia sta lavorando in maniera capillare per screditare il premier del GNA e incrementare la percezione circa la sua crescente debolezza. Non solo verso i competitor e i partner internazionali. Ma anche e soprattutto agli occhi degli alleati interni. Ciò in vista dell’avvicinarsi delle elezioni nel paese africano (10 dicembre) e dei passi che anticiperanno il voto. Dall’approvazione della bozza costituzionale, in mano ora al Parlamento di Tobruk, fino alla conferenza in Italia, prevista a novembre.