Libia, primi passi concreti per le elezioni: HoR approva referendum e riforma PC

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Primi passi concreti in Libia verso le elezioni. La Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk, dopo l’Alto Consiglio di Stato (HSC) di Tripoli, approva il referendum costituzionale e la riforma del Consiglio Presidenziale (PC)

Si muovono in Libia i primi passi concreti per arrivare alle elezioni. La Camera dei rappresentanti (HoR) di Tobruk ha approvato una norma che emenda la Costituzione e permette la suddivisione del paese nord africano in tre aree (occidentale, orientale e meridionale. Tripolitania, Cirenaica e Fezzan) per quanto riguarda il processo di voto. Inoltre, viene sancita definitivamente la riforma del Consiglio presidenziale (CP), attualmente presieduto da Fayez Sarraj, anche a capo del GNA. Il nuovo organismo sarà di un presidente e due vice. Questi saranno separati dal premier, che guiderà il governo. Infine, la Costituzione per diventare efficace dovrà subire un doppio passaggio. Ciò ovviamente, dopo il referendum: il voto delle 3 aree e quello generale della nazione. Nel primo caso ci dovranno essere almeno il 50%+1 di preferenze favorevoli, mentre nel secondo i due terzi. I provvedimenti erano, peraltro, stati già approvati dall’Alto Consiglio di Stato (HSC) di Tripoli.

Oltre al referendum, la riforma del PC sarà un test importante per il futuro della Libia. Dipende, però, da chi ne sarà nominato a capo. La comunità internazionale e lo stesso Haftar hanno timori. Tantoi che spingevano su Sarraj almeno fino al voto

Il rinnovo del PC sarà per la Libia un test importante in vista delle elezioni e del suo futuro. Ciò, in quanto sarà l’occasione per vedere come verrà diviso il potere tra le fazioni nel paese africano, sulla base della ristrutturazione dell’organismo stabilita dall’ONU (UNSMIL) in collaborazione con la comunità internazionale. Ci sono forti timori diffusi, infatti, circa il nuovo capo del Consiglio che potrebbe contribuire a destabilizzare ulteriormente la sicurezza nella nazione, invece che rafforzarla. Tanto che in molti, compreso il generale Khalifa Haftar, si sono espressi a favore del mantenimento del mandato da parte di Sarraj. Almeno fino alle elezioni di giugno del 2019. Ma HSC e HoR sono di altro avviso e stanno accelerando i lavori affinché si velocizzino la riforma e le nomine. La scusa è quella di decidere all’interno i nuovi vertici, piuttosto di accettare quelli “suggeriti” da altri paesi.