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Libia, Isis perde 2 campi e almeno 80 miliziani a sud di Sirte

Libia, Isis Perde 2 Campi E Almeno 80 Miliziani A Sud Di Sirte

Attacchi aerei Usa con B2 e droni sulle due basi

Nuovo duro colpo per Isis in Libia. Gli Usa, in raccordo con il Governo di Unità Nazionale (GNA) hanno condotto attacchi aerei di precisione contro 2 campi del Daesh a circa 45 chilometri a sud di Sirte. Lo ha confermato il Pentagono. Secondo il segretario alla Difesa, Ashton Carter, almeno 80 miliziani dello Stato Islamico sono morti. A lanciare i raid sono stati i B2 e i droni. L’attacco è stato autorizzato dal presidente Obama, in quanto i jihadisti del Califfato cercavano di riorganizzarsi dopo aver perso Sirte. Questi, infatti, rappresentavano una minaccia alla sicurezza della Libia, della regione e agli interessi degli Stati Uniti. A proposito, da Washington hanno fatto sapere che “Siamo impegnati a mantenere la pressione sui fondamentalisti e a prevenire che creino paradisi sicuri”.

A sud l’esercito è pronto a bloccare qualsiasi tentativo di espansione Isis

Anche a sud l’attenzione delle forze di sicurezza libiche rimane elevata. C’è il rischio, infatti, che i jihadisti Isis cerchino di riunire le forze rimanenti nella zona di Sabha. A proposito, l’allora portavoce della Terza Forza – che ha la gestione della sicurezza nella zona -, Mohammed Glaiwan, ha confermato recentemente in una nota stampa che l’apparato di sicurezza locale è stato attivato in relazione all’ipotesi. “Il personale della Terza Forza – si legge nel testo – è pronto a rispondere in maniera decisa a ogni violazione della sicurezza nell’area sud”. Inoltre, si specifica che i militari si adopereranno per intraprendere procedure legale alla protezione di Sabha e dei quartieri limitrofi. Ciò per prevenire qualsiasi tentativo da parte del Deash di raggrupparsi nella regione.

Isis è senza risorse e non ha l’appoggio della popolazione locale

E’ molto probabile, infatti, che i due campi distrutti non siano i soli presenti nel paese. Isis, dopo aver perso Sirte, deve necessariamente trovare nuovi canali di finanziamento in Libia. La città costiera garantiva risorse importanti grazie a contrabbando e tratta di esseri umani, che non ci sono più. E il sud del paese è l’unica area dove potenzialmente è possibile operare in relativa tranquillità e reperire risorse. Ciò grazie al fatto che è al confine con Algeria e Niger. Di conseguenza, si presta a traffici illeciti tra i tre paesi. Il Daesh, però, avrà bisogno anche di trovare sostegno logistico dalla popolazione locale. Che non è facile ottenere, in quanto tradizionalmente i libici non amano ingerenze esterne. Specie se provano a imporsi con la violenza.

Isis cercherà di trasformarsi da esercito in guerriglia, ma prima di tutto di sopravvivere

L’alternativa più accreditata, e quella che gli Usa in primis stanno cercando di evitare, è che Isis si possa trasformare in qualcosa di diverso: da esercito a guerriglia sotterranea. L’ obiettivo sarebbe perciò minare ulteriormente il già fragile GNA. Tutti, infatti, sono concordi nel dire che ci sono numerose cellule jihadiste nella nazione, nascoste e pronte per colpire. Il loro obiettivo primario, comunque, sarà sopravvivere. Per far ciò serviranno risorse, che il Daesh cercherà di reperire portando avanti la strategia dei rapimenti. Soprattutto di lavoratori internazionali. Colpire i locali, infatti, aumenterebbe solo l’ostilità della popolazione nei confronti dei miliziani. Ipotesi che lo Stato Islamico non si può concedere.

 

 

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