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Libia, ONU e partner chiedono a Sarraj-Haftar una tregua umanitaria per il Coronavirus

Libia, ONU E Partner Chiedono A Sarraj-Haftar Una Tregua Umanitaria Per Il Coronavirus

L’ONU e i partner internazionali chiedono a Sarraj e Haftar una tregua umanitaria in Libia per l’emergenza Coronavirus

ONU e comunità internazionale chiedono a Fayez Sarraj e Khalifa Haftar un immediato cessate il fuoco in Libia per motivi umanitari. Ciò per permettere alle autorità locali di rispondere velocemente alla minaccia del Coronavirus. UNSMIL, la missione delle Nazioni Unite nel paese nord africano, ha diffuso una nota. Nel testo si legge che “mentre continuano gli sforzi per facilitare il dialogo inter-libico politico, militare ed economico, esortiamo tutte le parti a unificare gli sforzi per combattere la pandemia”. A proposito, si incoraggia a implementare un meccanismo consolidato per affrontare il COVID-19. Questo in stretta collaborazione con OMS (WHO) e altre agenzie delle Nazioni Unite sul campo, nonché con i partner internazionali. Nel frattempo, le ambasciate di Algeria, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, USA e Turchia insieme alla delegazione UE e ai governi di Tunisia e Emirati Arabi Uniti hanno invitato GNA e LNA a fermare immediatamente le ostilità.

La minaccia della pandemia ha fatto rallentare drasticamente gli scontri GNA-LNA, anche se non li ha fermati del tutto. Tripoli, intanto, ha adottato provvedimenti sul modello Italia per contrastare una possibile esplosione COVID-19. Sulle misure di Bengasi, invece, non si hanno notizie.

L’esplosione di contagi di Coronavirus globale ha causato forti rallentamenti dei combattimenti tra le forze di Sarraj e l’LNA, ma non li ha fermati del tutto. Gli ultimi si sono verificati nell’area di al-Ramlah. Il GNA, però, preoccupato della possibile diffusione del COVID-19, ha adottato una serie di misure basate sul modello Italia: chiusura delle scuole e richiesta alla popolazione a Tripoli di rimanere a casa, uscendo solo se necessario; acquisto di medicine e apparecchiature per contrastare la pandemia; stop agli stranieri negli aeroporti; chiusura delle frontiere con Algeria e Tunisia. Non si sa, invece, se e quali provvedimenti abbia preso Haftar. Gli unici noti sono controlli mirati allo scalo di Benina, vicino a Bengasi. Sembra, peraltro, che siano stati già registrati alcuni casi in Libia, nella zona orientale. Il Generale però ha smentito categoricamente.

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