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Libia, ONU chiede a Sarraj-Haftar il cessate il fuoco duraturo incondizionato

Libia, ONU Chiede A Sarraj-Haftar Il Cessate Il Fuoco Duraturo Incondizionato

Il Consiglio di Sicurezza (CdS) delle Nazioni Unite approva una risoluzione, proposta dal Regno Unito, per il cessate il fuoco duraturo in Libia senza condizioni. Mistero, invece, sulla forza multinazionale che monitori la tregua nel paese africano. La palla passa a Guterres

Il Consiglio di Sicurezza (CdS) delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione 2510 per il cessate il fuoco duraturo in Libia senza condizioni. Lo ha fatto con 14 voti a favore e l’astensione della la Russia. Nel documento, proposto dal Regno Unito, si esorta anche tutti gli stati membri a rispettare l’embargo sulla vendita di armi e a non intervenire nel conflitto tra il GNA di Fayez Sarraj e l’LNA di Khalifa Haftar per non esacerbare la situazione. Solo ieri erano state estese le misure contro l’esportazione illecita di greggio e altri derivati, le quali permettono ai paesi ONU di effettuare controlli sulle navi in mare aperto. Mistero, invece, su un punto cruciale della proposta UK: quello di una forza multinazionale che monitori la tregua nel paese africano. Nel documento finale non c’è traccia, si accenna solo a una richiesta al segretario generale Antonio Guterres di fornire le sue opinioni sulle condizioni per il cessate il fuoco e proposte per un efficace meccanismo di monitoraggio. 

Intanto, Haftar lancia una nuova provocazione alle Nazioni Unite: vietato atterrare a Tripoli. L’LNA: Se l’ONU vuole venire, può usare gli aeroporti di Misurata o altri. Mitiga è pff limits

Intanto, da Haftar arriva una nuova provocazione alle Nazioni Unite, proprio nel giorno del vertice del Consiglio Sicurezza. L’LNA ha vietato il permesso di atterraggio dei voli ONU in Libia. La notizia ha suscitato un coro di condanne, sia da parte del GNA di Sarraj sia a livello internazionale. Tanto che lo stesso Palazzo di Vetro e la missione nel paese africano, UNSMIL, denunciano l’accaduto. Peraltro, sottolineando che questa prassi non è nuova, ma è stata già ripetuta diverse volte nelle scorse settimane. Da Bengasi confermano il blocco e avvisano che le Nazioni Unite possono comincia usare altri aeroporti, come quello di Misurata, per atterrare nella nazione. Lo scalo di Mitiga a Tripoli è “off limits”, in quanto sarebbe usato dalla Turchia come base e ospiterebbe i droni di Ankara. Non a caso, questo è spesso bersaglio di bombardamenti da parte delle truppe dell’uomo forte della Cirenaica.

Sarraj e il Generale accetteranno? Con buona probabilità prenderanno tempo, ognuno per le sue ragioni

Si attende ora la risposta di Sarraj e Haftar alle richieste ONU. Il GNA, in linea teorica disposto ad accettare una tregua, non si fida più. Né della comunità internazionale in generale né tantomeno del Generale. Quest’ultimo, invece, con il cessate il fuoco immediato rischia di perdere il “momentum” dell’offensiva contro Tripoli. Ciò gli ha permesso recentemente di guadagnare terreno e prendere Sirte, prima di bloccarsi nuovamente alle porte della capitale e a est ad Abu Grein. Di conseguenza, è probabile che entrambi gli attori cercheranno di prendere tempo. Il primo per capire meglio quali sono condizioni, meccanismo di monitoraggio e sanzioni in caso di violazioni. Il secondo per cercare di avanzare ancora. Magari lanciando un’offensiva in massa, allo scopo di arrivare a Tripoli (senza entrarvi) da vincitore.

L’Italia cerca nuovamente di ritagliarsi un ruolo. Conte parla con Putin e poi Di Maio vola a Tripoli e Bengasi. La Francia fa altrettanto, ma il capo della nostra diplomazia è interessato anche ad altri due temi: rischio terrorismo e migranti

Intanto, l’Italia cerca nuovamente di ritagliarsi un ruolo sulla Libia. Prima il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Poi, il ministro degli Esteri, Luigi DI Maio, è volato nel paese nord africano. Ieri ha incontrato Sarraj e il ministro dell’Interno, Bashaga. Poi, in giornata si sposta a Bengasi per vedere Haftar. La Francia fa altrettanto con un diplomatico che ha fatto la spola tra le due città per consegnare inviti a Parigi sia al premier del GNA sia al Generale. Obiettivo: meeting con il presidente Emmanuel Macron. La missione di Di Maio, però, non è legata solo alla tregua, ma ha anche un altro obiettivo: coordinarsi in vista del summit tra i capi delle diplomazie e della Difesa dei due paesi a Roma il 18 febbraio. Soprattutto su due temi molto cari al nostro paese: il terrorismo e i migranti.

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