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Libia, ok di Haftar alla tregua umanitaria per l’emergenza Coronavirus

Anche Haftar, dopo Sarraj, aderisce alla tregua umanitaria il Libia, chiesta da ONU e comunità internazionale, per combattere l’emergenza del Coronavirus. La motivazione, però, è “interna”

Anche Khalifa Haftar ha accettato alla fine la tregua umanitaria il Libia, chiesta da ONU e comunità internazionale, per combattere l’emergenza del Coronavirus. Il portavoce dell’LNA, Ahmed Al-Mismari, ha annunciato che Bengasi è pronta a fermarsi, a patto però che lo facciano anche le forze del GNA di Fayez Sarraj. Lo stop alle ostilità da parte di Bengasi è stato deciso dopo una richiesta ufficiale degli USA e, formalmente, ha lo scopo di contribuire agli sforzi per evitare che nel paese africano dilaghi un’epidemia di COVID-19, la quale causerebbe altre sofferenze alla popolazione. In realtà, però, la situazione è diversa. Le truppe dell’uomo forte della Cirenaica cominciano a rifiutarsi di combattere e lasciano il campo di battaglia. Ciò, in quanto temono che i mercenari stranieri che combattono insieme a loro possano trasmettere il virus. Inoltre, a est sembra siano già scoppiati alcuni casi, anche se le autorità negano.

I membri dell’LNA fuggono dai campi di battaglia per paura che i mercenari alleati siano affetti da COVID-19. Bengasi manda una lettera per smentire e intimare di rimanere ai propri posti, ma l’effetto è contrario

La questione per Haftar è molto seria. Tanto che i vertici dell’LNA sono stati obbligati a diffondere una lettera, in cui si intima a tutti i combattenti di non lasciare le loro posizioni. Nel testo si sottolinea anche che le notizia circa alcuni mercenari contagiati dal Coronavirus sono false e diffuse appositamente  per scatenare il caos. Infine, si avvisa che chiunque contribuisca a diffondere queste informazioni, sarà severamente punito. Ciò, però, non è bastato. Secondo fonti locali sono molti gli uomini del Generale che – nonostante la circolare – stanno lasciando l’ovest della Libia per far ritorno alle loro case. Inoltre, il trend delle fughe è in crescita. Di conseguenza, Bengasi è dovuta correre ai ripari accettando suo malgrado la richiesta. In caso contrario, infatti, Sarraj avrebbe potuto approfittarne per attaccare e causare seri danni alle truppe del Generale. 

Intanto, il GNA adotta misure più stringenti per prevenire la possibile pandemia. Coprifuoco notturno in tutta la Libia e lock down di tutte le attività non necessarie. Tripoli, inoltre, chiede aiuto alla Cina

Intanto, il GNA incrementa gli sforzi per fronteggiare una possibile epidemia del Coronavirus. Nelle scorse ore, è stato istituito un coprifuoco in tutta la Libia. Dalle 18 alle 06.00 di mattina sono vietati tutti gli spostamenti di persone. Ne è escluso solo il personale di sicurezza, chi lavora in ambito sanitario, energetico, nel settore TLC e dei trasporti. Il provvedimento si aggiunge alla chiusura di tutte attività non necessarie. Dalle moschee alle scuole, ai bar e ristoranti, sale ricevimento, parchi e negozi. Vietati anche funerali e matrimoni. Infine, stop anche ai trasporti pubblici. Alla popolazione di tutto il paese africano si intima di rimanere tassativamente a casa durante il coprifuoco e, nelle restanti ore, di limitare i movimenti solo allo stretto necessario. Rimangono aperti, invece, gli alimentari, i supermercati, i forni, le farmacie e i benzinai. Parallelamente, Tripoli ha anche chiesto aiuto alla Cina su come reagire alla pandemia.

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