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Libia, nuovo raid a sorpresa del GNA contro l’LNA ad Ain Zara

Libia, Nuovo Raid A Sorpresa Del GNA Contro L’LNA Ad Ain Zara

Nuovo raid a sorpresa del GNA contro l’LNA ad Ain Zara. L’obiettivo di Sarraj è, come a Tarhuna, logorare gli uomini di Haftar per sconfiggerli quando i tempi saranno maturi

Le forze del GNA hanno effettuato un nuovo raid a sorpresa contro l’LNA a sud di Tripoli. Epicentro, sempre Ain Zara, dove gli uomini di Khalifa Haftar fanno sempre più fatica a mantenere le linee di difesa. Gli scontri si stanno concentrando in particolare ad Al Mashira. La strategia di Fayez Sarraj è semplice e identica a quella su Tarhuna, assediata dalle sue truppe. Effettuare attacchi a sorpresa per mantenere il pressing costante e logorare gli uomini del Generale, obbligandoli a esaurire le loro già scarse risorse. Ciò sapendo che queste non possono essere rimpiazzate a seguito del blocco di tutte le rotte di rifornimento dall’est della Libia. Una volta maturi i tempi, partiranno offensive su vasta scala per conquistare le due aree. Forse anche in contemporanea. L’obiettivo è mettere definitivamente in sicurezza la capitale, cacciando a sud il nemico.

Intanto, Tripoli intensifica gli sforzi per impedire a Isis di riorganizzarsi approfittando della guerra civile dell’emergenza coronavirus. Le forze di sicurezza hanno arrestato uno dei più importanti leader media e propaganda Daesh

Intanto, il GNA sta intensificando gli sforzi per bloccare i tentativi di Isis di riorganizzarsi e compiere attacchi, sfruttando la guerra civile in corso con Haftar e l’emergenza coronavirus. Negli ultimi giorni ci sono state varie operazioni nell’area della Grande Tripoli, l’ultima delle quali ha portato all’arresto di un alto comandante media e della propaganda dello Stato Islamico in Libia. Si chiama Saied Abdelkareem (alias Abu Rami) ed un 34enne di nazionalità sudanese. L’uomo lavorava a Radio al-Bayan quando Daesh controllava Sirte ed era un membro dei media team di Ansar Al-Sharia. Inoltre era nella cerchia ristretta di Ahmed Al-Himmali (Abu Abdullah), a capo della cellula IS nella capitale, ucciso dalle brigate Al-Bunyan Al-Marsous nel 2016. La sua cattura è stata confermata dal ministero dell’Interno del paese nord africano, ma non sono stati forniti ulteriori dettagli in merito.

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