skip to Main Content

Libia, nuovi guai per Sarraj e Haftar. Il tema è sempre la sicurezza

Libia, Nuovi Guai Per Sarraj E Haftar. Il Tema è Sempre La Sicurezza

Nuova crisi in Libia sul versante della sicurezza. Sia per Sarraj sia per Haftar. La Settima Brigata dei fratelli Kani attacca a sud di Tripoli, viene respinta e si rischiano scontri a Tarhouna

La situazione della sicurezza in Libia rischia di degenerare nuovamente e rapidamente, sia sul versante occidentale (quello controllato dal PC/GNA di Fayez Sarraj) sia su quello meridionale, in cui il generale Khalifa Haftar ha lanciato recentemente una nbuova operazione militare. A Tripoli, dopo un periodo di calma, la Settima Brigata dei fratelli Kani è tornata a marciare a sud, scontrandosi con la Protection Force (TPF) nella zona dell’Aeroporto Internazionale e del distretto di Qasir Benghashir. Le forze irregolari per un lasso di tempo hanno conquistato le due zone, ma poi si sono ritirate nuovamente a Tarhouna e per evitare contrattacchi hanno costruito barriere all’entrata del check point di Fam Mulgha. La situazione nella capitale ora sembra calma, ma si temono reazioni dei guerriglieri. Soprattutto perché sembra che le TPF stiano dirigendo verso la loro roccaforte. Intanto, il bilancio provvisorio è di 16 morti e  65 feriti, tra cui alcuni civili.

A sud alcune milizie, alleate del Generale, si rifiutano di entrare a Murzuq e a Sabha. Inoltre, vietano all’LNA di accedere alle città, minacciando risposte armate

A sud Haftar deve risolvere una crisi interna, che rischia di portare a scontri. Alcune milizie alleate si sono, infatti, rifiutate di unirsi al Libyan National Army (LNA) del Generale e di permettere alle sue forze di entrare nelle loro città. In particolare a Murzuq e Sabha. Secondo fonti locali sarebbero le brigate Ahrar Fezzan, Shuhadaa Sabha, Shuhadaa Waw, Shuhadaa Murziq e Um Al-Aranib. Il colpo di scena, che l’LNA ha liquidato come “un ostacolo per porre fine alla presenza di criminali, trafficanti di migranti, terrorismo e ribelli chadiani nell’area”, potrebbe creare seri guai all’uomo forte della Cirenaica. Se deciderà di forzare la mano e far entrare lo stesso i suoi uomini nelle città, potrebbe causare una risposta armata delle stesse milizie. E quindi, oltre ad ottenere l’effetto opposto rispetto a riportare la sicurezza nel quadrante, crearsi un nuovo nemico e vedere compromesso l’accesso (e il sostegno) nella regione.

UNSMIL, la missione ONU in Libia, esprime “profonda preoccupazione” e raccomanda alle parti di esercitare “massimo contegno”

La situazione nel Sud della Libia preoccupa anche UNSMIL, la missione ONU nel paese africano. Nelle scorse ore è stata espressa “profonda preoccupazione” per l’escalation di dichiarazioni nell’area, che rischiano di portare a un conflitto imminente. Il capo della missione, Ghassan Salamè, ha chiesto perciò a tutte le parti di esercitare “massimo contegno”. “Ho visitato Sabha – ha affermato in una dichiarazione – e ho percepito che il popolo del Sud, il quale rappresenta diversi background politici ed etnici, ha un genuino desiderio di risolvere le questioni che lo dividono, per un futuro migliore per la loro regione”. Per Salamè l’area ha bisogno innanzitutto di sicurezza e assistenza umanitaria. Inoltre, si è detto convinto che la popolazione ritiene che la guerra e i conflitti avrebbero solo esacerbato la situazione, piuttosto che trovare soluzioni praticabili.

Back To Top