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Libia, nuovi attacchi criminali al giacimento di Sharara. La NOC dice basta

Libia, Nuovi Attacchi Criminali Al Giacimento Di Sharara. La NOC Dice Basta

Libia, due nuovi attacchi criminali in poche ore al giacimento petrolifero di Sharara. Il più grande di tutto il paese africano

Le forze di sicurezza libiche non sono in grado di proteggere le infrastrutture critiche del paese. Lo ha ribadito la National Oil Corporation (NOC), dopo nuovi attacchi contro il giacimento petrolifero di Sharara, il più grande nella nazione africana. Nelle scorse ore un gruppo armato ha sequestrato una guardia dell’istallazione e ha rubato sei condizionatori. Inoltre, un altro commando di criminali è entrato con la forza nella struttura e ha saccheggiato un magazzino rubando beni vitali per il suo funzionamento. La NOC ha espresso grande preoccupazione su quanto accaduto e ha ribadito che è sintomatico dei fallimenti sulla sicurezza e dell’incapacità del GNA di proteggere un centro nevralgico come il giacimento. A proposito, chiede nuovamente che venga ristrutturata la Petroleum Facilities Guard (PFG) affinché sia garantita l’incolumità dei dipendenti e una veloce ripresa delle attività.

La National Oil Corporation (NOC) dice basta: Bisogna riformare la Petroleum Facilities Guard (PFG), al fine di garantire la sicurezza necessaria per riprendere le operazioni. Queste erano state bloccate giorni fa da dimostranti armati. Ed era intervenuto lo stesso Sarraj per porre fine alla crisi

Solo pochi giorni fa, infatti, il giacimento di Sharara era stato coinvolto in un altro episodio simile. Un gruppo di manifestanti armati aveva fatto irruzione nella struttura e l’aveva sequestrata, chiedendo migliori condizioni di vita e fondi per il sud della Libia. La situazione, che rischiava di portare al tracollo il paese africano a seguito dello stop delle operazioni, era stata poi sbloccata solo grazie all’intervento diretto del capo del GNA Fayez Sarraj. Questo si era recato direttamente presso l’infrastruttura petrolifera e aveva negoziato un accordo con i dimostranti. Nell’occasione, però, la NOC aveva avvertito che ripartire avrebbe richiesto tempo. E che lo si sarebbe potuto fare solo con condizioni di sicurezza adeguate. Tripoli aveva promesso azioni a riguardo, che si sono concretizzate nell’invio di altre guardie, portando il numero complessivo della PFG a circa 1.500 unità. Ma il loro arrivo non è stato sufficiente, come hanno dimostrato i fatti.

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