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Libia, “No” di Haftar alla tregua Sarraj-Saleh. Ma è solo a uso interno

Haftar dice “No” al cessate il fuoco tra Sarraj e Saleh. La tregua, però, ormai è cementata anche dai sui alleati come Egitto e Russia. La mossa, infatti, è più che altro a uso interno

Khalifa Haftar non si arrende e dice “No” al cessate il fuoco in Libia, stabilito dal GNA di Fayez Sarraj e dal presidente della Camera dei Rappresentanti (HoR), Aguila Saleh. Lo ha fatto tramite il portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, il quale ha definito l’accordo di tregua come “fumo negli occhi” e una pura operazione di marketing. L’intesa, però, è ormai consolidata e ha trovato il favore di numerosi alleati del Generale, dall’Egitto alla Russia. Inoltre, sia concretizzata come previsto: con il presidente della HoR, “eletto” a rappresentante dell’Est per i prossimi negoziati e con la smilitarizzazione di Sirte e Jufra. Le dichiarazioni di Mismari sono più che altro a “uso interno”. E cioè a evitare che le tribù orientali e i mercenari che combattono con le truppe di Bengasi possano rivoltarsi contro l’uomo forte della Cirenaica, accelerandone l’uscita di scena forse anche in modo violento.

Il Generale cerca di prendere tempo per trovare una nuova “casa”, probabilmente in Medio Oriente o Venezuela. Presto, infatti, dovrà lasciare la Libia. Inoltre, le tribù orientali e i mercenari alleati sono sempre più nervosi

Haftar, infatti, probabilmente sarà costretto a lasciare la Libia prossimamente. Per la sua nuova destinazione le ipotesi più accreditate sono due: un paese alleato in Medio Oriente o il Venezuela, dove il Generale nel tempo ha trasferito parte del suo “tesoro”. Un ritorno negli Stati Uniti è escluso a priori, a meno che non si decida di far cadere il processo che lo vede imputato per crimini di guerra, commessi nella campagna contro il GNA di Sarraj. Per farlo, però, ha poco tempo. Le tribù orientali libiche e i suoi stessi alleati sono sempre più nervosi. I primi perché ormai lo considerano un ostacolo per la fine della crisi. I secondi, in quanto sono state disattese tutte le promesse di magnifiche conquiste e si teme che il Generale possa non pagare i salari ai combattenti stranieri. Di conseguenza, deve far credere loro che la guerra non è ancora finita.

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