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Libia, nasce la missione aero-navale UE per far rispettare l’embargo

Libia, Nasce La Missione Aero-navale UE Per Far Rispettare L’embargo

L’UE lancia una nuova missione aero-navale per vigilare sul rispetto dell’embargo sulla vendita delle armi in Libia

L’UE lancia una missione aereo-navale per obbligare Fayez Sarraj e Khalifa Haftar a rispettare l’embargo sulla vendita di armi in Libia. Lo ha confermato il Consiglio Affari Esteri (CAE) del blocco. Secondo quanto emerso, ci saranno delle regole d’ingaggio ad hoc e la forza opererà soprattutto a est del paese africano, dove si ritiene ci sia una maggiore concentrazione dei traffici illeciti. L’Italia con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, rivendica il suo ruolo nel raggiungimento del risultato e sottolinea che il ruolo degli assetti europei non sarà legato all’immigrazione. Tanto che se ci dovesse essere un “pull factor”, cioè se il ritorno nelle acque libiche delle navi internazionali determinerà un incremento di partenze dei barconi, la missione si bloccherà immediatamente.

L’Italia rivendica il suo ruolo, ma ci sono ostacoli al successo dell’iniziativa. Innanzitutto le armi per il GNA di Sarraj e l’LNA di Haftar arrivano via terra. Inoltre, c’è l’”arma” dei migranti per bloccarla

La missione aero-navale in Libia, però, seppure sia un passo in avanti verso il raggiungimento di una posizione unitaria e comune in ambito UE, presenta alcuni problemi pratici. Innanzitutto, le armi dirette al paese africano non vi arrivano quasi più direttamente. Vengono, invece, scaricate in altre nazioni e raggiungono le forze del GNA e l’LNA via terra. Perciò, bisognerà capire se e come gli assetti europei potranno intervenire per perquisire imbarcazioni o aerei diretti verso altre destinazioni, senza incorrere in incidenti politico-diplomatici. Inoltre, come ha ammesso lo stesso Di Maio, per bloccare la nuova missione sarà sufficiente mettere in mare più barconi. Sarraj e Haftar dispongono di grandi bacini di migranti nelle loro carceri, che all’occorrenza possono essere usati a proposito. 

La soluzione potrebbe essere una missione europea di terra, ma questa non sarebbe né di veloce né di facile attuazione

Una possibile soluzione a queste criticità potrebbe venire da una eventuale missione UE di terra in Libia. I membri del CAE hanno dato la loro disponibilità a riguardo, ma è molto difficile che un’ipotesi di questo tipo sia praticabile, almeno in tempi brevi. Sicuramente Haftar la rigetterebbe e nemmeno Sarraj sarebbe molto propenso. A ciò si aggiunge che la stessa popolazione non ama ingerenze esterne sul suo territorio, come ha imparato Isis a sue spese. Di conseguenza, prima di schierare i soldati, l’Unione Europea dovrebbe far digerire e accettare il concetto a tutti gli attori. Nel frattempo, GNA e LNA continuerebbero a scontrarsi, probabilmente anche con più vigore, cercando di guadagnare più terreno possibile fino all’arrivo degli “stranieri”.

Intanto, in Libia sembra essere tornata la calma a parte sporadici scontri. Ad Ajaylat, però, ci sono movimenti sospetti dell’LNA. Tanto che il GNA rinforza la vigilanza a Zawiyah

Intanto, la situazione sul terreno in Libia sembra essersi leggermente calmata, ma c’è il timore di una improvvisa nuova e rapida escalation. Gli scontri tra le forze di Sarraj e quelle di Haftar a sud di Tripoli sono sporadici, mentre ad Abu Grein non si registrano movimenti. Di contro, però, sono stati notati dei movimenti sospetti dell’LNA nella zona di Ajaylat. Ciò potrebbe essere il preludio per un attacco a sorpresa del Generale verso Zawiyah, allo scopo di ridurre lo spazio di manovra del GNA a ovest di Tripoli. Non a caso, pur in assenza di movimenti, è stata aumentata la vigilanza in tutto il quadrante.

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