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Libia, Mogherini: L’Ue tornerà nel paese e con nuovi progetti

Libia, Mogherini: L’Ue Tornerà Nel Paese E Con Nuovi Progetti

L’UE tornerà in Libia. Lo ha annunciato Federica Mogherini al termine di una missione a Tripoli

L’UE tornerà in Libia. Lo ha affermato l’alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, nel corso di una visita a Tripoli, in cui ha annunciato la riapertura della missione diplomatica e iniziative per fornire assistenza in relazione ai confini. Per lady PESC “rafforzeranno ulteriormente la cooperazione con il governo, le autorità locali e le Nazioni Unite”. La delegazione diplomatica dell’Unione Europea aveva lasciato il paese nord africano nel 2014 ed era stata ritoccata in Tunisia a seguito di problemi per la sicurezza. Poi lì è rimasta fino a oggi, in quanto la situazione era considerata altamente fluida e i rischi per il personale erano considerati troppo elevati. Dopo l’accordo di Parigi, però, qualcosa si è mosso e lo stesso Haftar – anche se non cvi sono conferme ufficiali – avrebbe dato il suo via libera al rientro del personale UE nella nazione.

Lady Pesc: Con Sarraj non abbiamo discusso solo di supporto politico europeo al processo politico in Libia. Ma anche di preparazione delle elezioni e di nuovi progetti

Mogherini nel suo viaggio in Libia ha incontrato il premier del Governo di Accordo nazionale (GNA), Fayez al-Sarraj, e il ministro degli Esteri Mohamed al-Taher Sayala, insieme all’inviato speciale ONU Ghassan Salame. Non è giunta notizia, invece, di colloqui con emissari dell’uomo forte della Cirenaica. A proposito del ritorno nel paese nord africano, Mogherini ha spiegato che “la nostra presenza sarà più regolare. Siamo i primi partner della Libia in ambito di aiuti umanitari, cooperazione allo sviluppo ed economia”. Tanto che, ha aggiunto Lady PESC, “non abbiamo discusso solo di supporto politico UE al processo politico. Ma anche della preparazione delle elezioni e di nuovi progetti”.

Intanto, però, continuano nel paese nord africano gli attacchi alle infrastrutture petrolifere. L’ultima è stata quella di Sharara, in cui sono stati rapiti due tecnici

Intanto, però, in Libia continuano i problemi legati alla sicurezza, che coinvolgono il settore petrolifero. Ciò nonostante dopo che Haftar abbia riconsegnato alla National Oil Corporation (NOC) di Tripoli i terminal di Ras Lanuf e Sidra nella Mezzaluna Petrolifera. Un gruppo di sconosciuti ha attaccato il campo di Sharara (la stazione 186) rapendo un tecnico locale e uno rumeno, nonché causando diversi danni all’infrastruttura. Tanto che questa è stata chiusa temporaneamente, con una conseguente perdita stimata per la nazione di circa 160.000 barili al giorno (bpd). Peraltro, i raid contro queste strutture stanno aumentando a ritmo preoccupante negli ultimi tempi e la protezione dello staff è diventata oggi un tema prioritario. Anche perché ogni stop determina ingenti danni economici al paese e alla sua popolazione.

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