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Libia, massicci raid di Haftar su Tripoli per distrarre le forze di Sarraj

Libia, Massicci Raid Di Haftar Su Tripoli Per Distrarre Le Forze Di Sarraj

L’LNA ha lanciato una massiccia campagna di raid tra Tripoli e Misurata. Haftar vuole tenere impegnate le forze di Sarraj per puntare invece su Aziziyah, strategica per isolare Gharyan e sperare di riaprire le rotte di rifornimento

L’LNA ha lanciato massicci raid aerei contro diversi obiettivi nell’area di Tripoli. I caccia di Khalifa Haftar hanno colpito il ministero dell’Interno, postazioni delle forze del GNA a Janzur, l’Accademia Aeronautica a Misurata e altri bersagli a sud di Tajura. L’obiettivo del Generale è tenere impegnate i militari di Fayez Sarraj, probabilmente anche con un imminente attacco via terra, per puntare invece a prendere Aziziyah. Sfruttando la stessa tattica del premier libico quando prese Gharyan. Lanciò un duro assedio all’aeroporto internazionale e contemporaneamente inviò in segreto un contingente sull’altopiano. Gli uomini di Bengasi non si aspettavano un’azione del genere e capitolarono in meno di 24 ore, abbandonando le loro postazioni in città per fuggire altrove. L’uomo forte della Cirenaica tenta una mossa analoga. Aziziyah, infatti, è strategica per isolare proprio Gharyan e sperare di poter riaprire le rotte di rifornimento verso la sua prima linea.

Intanto, dal GNA arrivano i primi dubbi sulla Conferenza di Berlino e si conferma che oggi la soluzione alla crisi in Libia non può essere politica

Intanto, dal governo libico cominciano ad arrivare le prime dichiarazioni di sfiducia circa la Conferenza di Berlino. Mohammed Emmari Zayid, membro del Consiglio presidenziale (PC) di Sarraj ha affermato all’ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Buccino Grimaldi, che al momento la soluzione in Libia non è più politica. Inoltre, ha sottolineato che il processo politico non può tornare fino a che l’attacco di Haftar alla capitale non sarà sconfitto, allo stesso modo del tentativo di militarizzazione del paese africano. Su Berlino, infine, si è detto scettico. Ciò, a meno che non verranno adottate misure stringenti contro l’offensiva dell’LNA in corso. La tregua richiesta dalla comunità internazionale, infatti, “potrà diventare realtà solo se l’offensiva si fermerà”. Peraltro, è necessario che al consesso partecipino più nazioni. Sulla stessa linea il nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, secondo cui escludere Algeria e Tunisia dalla Conferenza sarebbe “un’opportunità persa”.

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