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Libia, l’offensiva di Sarraj a Sirte e Jufra è davvero prossima?

Libia, L’offensiva Di Sarraj A Sirte E Jufra è Davvero Prossima?

L’offensiva di Sarraj a Sirte e Misurata è davvero imminente? L’LNA denuncia movimenti delle forze del GNA e della Turchia, vicino alle due città, ma non è un segreto né una novità. Si teme che qualcuno voglia accendere la miccia per alimentare nuovamente l’escalation

L’offensiva di Fayez Sarraj contro Khalifa Haftar a Sirte e Jufra è davvero molto vicina? I vertici dell’LNA fanno sapere che “potrebbe cominciare da un momento all’altro” e che hanno registrato movimento delle forze del GNA e della Turchia nelle vicinanze delle due località. In realtà questi avvengono da almeno due settimane, come ha confermato la stessa Tripoli, ma finora non ci sono stati segnali di attacchi. Gli unici sono stati un botta e risposta tra Waitiya e Jufra, non si sa da chi cominciato, ma che si è fermato subito. Si teme, però, che qualcuno (interno o esterno) possa effettuare sabotaggi o provocazioni per far scattare la scintilla e dare il via a un’escalation di violenza in Libia che complicherebbe la partita. A maggior ragione del fatto che c’è un accordo secondo cui Sirte tornerebbe al governo occidentale, mentre Jufra rimarrebbe sotto il controllo di quello orientale.

Haftar, peraltro, sta cercando di distogliere l’attenzione dalle condizioni per liberare porti e giacimenti di petrolio in Libia

Haftar, inoltre, sta cercando di spostare l’attenzione sull’“imminente” aggressione di Sarraj a Sirte e Jufra per deviarla dalle condizioni imposte per la riapertura dei giacimenti petroliferi e dei porti, giudicate shoccanti non sono in Libia. Il suo portavoce, infatti, ha annunciato che questi potranno riprendere le attività se le entrate dall’export del greggio verranno depositate su un conto estero, invece che presso la Banca Centrale libica a Tripoli. Più di un analista, infatti, ha visto le affermazioni solo come un tentativo di prendere tempo per non riprendere la produzione e vendita di oro nero. La National Oil Corporation (NOC) si è spinta oltre, facendo sapere che sono ordini degli Emirati Arabi Uniti (UAE), come riporta Libya Observer. 

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