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Libia, la LNG ottiene la tregua ad Abu Salim. GNA non pervenuto

Libia, La LNG Ottiene La Tregua Ad Abu Salim. GNA Non Pervenuto

Le due formazioni si ritirano dal campo di battaglia. Nasce team osservatori tregua, ci sarà anche la LNG?

Nuovo successo in Libia per la Guardia Nazionale (LNG). Questa, insieme agli elders e ai notabili locali, è riuscita a far cessare la guerriglia tra le formazioni armate Ganiewa e Al-Burki nel quartiere tripolino di Abu Salim. Queste si sono scontrate per 2 giorni. Grazie all’intervento congiunto LNG e anziani, i 2 gruppi hanno raggiunto una tregua. Lo hanno annunciato loro stessi, diffondendo il testo di un accordo. Il primo farà rientrare le forze nella sua base principale. Il secondo, invece, abbandonerà l’ex quartier generale dell’Anti-terrorismo e si ricollocherà in quello della Polizia Militare. Inoltre, verrà formato un team di osservatori. L’organismo  monitorerà il cessate il fuoco e identificherà i soggetti e i gruppi che lo violano. Questo, con tutta probabilità, sarà formato proprio da elementi della Guardia Nazionale Libica.

La LNG era intervenuta come mediatore nel silenzio del GNA

La LNG era intervenuta per dirimere la contesa armata, mentre il Governo di Unità Nazionale (GNA) rimaneva in silenzio. La formazione, che fa capo all’ex premier del GNA Khalifa Ghwell (autore di un tentato colpo di stato) aveva condannato l’impiego di armi medie e pesanti nella faida, avvenuta in un’area molto popolosa. Cio in quanto queste hanno causato pesanti danni e la fuga di molte persone. Inoltre, aveva chiesto al ministero dell’Interno del GNA di investigare sull’evento e di portare i responsabili davanti alla giustizia. Ciò pur non riconoscendo, come ribadito più volte, il Governo e la sua autorità. Infine, la Forza si era auto-promossa a mediatore per far tornare la calma nella zona, minacciando di intervenire con le armi.

Il testo della nota della LNG sulla crisi ad Abu Salim

“Stiamo facendo del nostro meglio per coordinarci con gli anziani e i notabili di Abu Salim – si legge in una nota dell’LNG -. L’obiettivo è innanzitutto contenere i combattimenti e poi raggiungere un cessate il fuoco. Non rimarremo da una parte a guardare che il conflitto coinvolga i civili – ha sottolineato il testo -. Se necessario entreremo in campo negli scontri per porvi fine e per garantire la vita dei residenti”. Secondo informazioni dei media libici, almeno 10 persone delle due parti in conflitto sono morte e molte altre sono state ferite finora. La battaglia va avanti con bombardamenti reciproci, su aree densamente popolate del quartiere. Anche con mezzi corazzati e carri armati.

Seria ipoteca su leadership Serraj e durata del GNA

Per il premier del GNA , Feyez al-Serraj, quanto accaduto è un massiccio colpo alla sua leadership e a quella del governo libico. Il successo della LNG, infatti, pone una seria ipoteca e apre a scenari imprevedibili. Nel paese, infatti, sta crescendo il sostegno alla forza di Ghwell. Questa ha anche cominciato a presenziare a inaugurazioni importanti e ha ottenuto  l’endorsement dell’Alto Consiglio dei Notabili e Anziani (Elders). Il successo ad Abu Salim, perciò, accresce ancora di più il suo peso, a scapito di quello degli altri 2 attori: Serraj/GNA e il generale Khalifa Haftar, a capo dell’operazione Dignity. La Guardia Nazionale, infatti, non riconosce nemmeno lui. L’ultima carta per il governo, di conseguenza rimane quella della Russia. Il premier dovrebbe volare presto a Mosca, si parla anche in settimana, per cercare di convincere i vertici della Federazione a sostenere il suo piano di mini-governo. E di conseguenza, a fare pressione su Haftar, affinché questo accetti la proposta.

Ipotesi della missione di addestramento Nato si allontana

La possibile protezione alle istituzioni fornita dall’eventuale missione Nato, peraltro, diventa ogni giorno più complicata. Questa è stata chiesta da Serraj con la motivazione ufficiale di addestrare le truppe libiche. Se, però, la popolazione riconoscerà ufficialmente la LNG come sua forza di sicurezza ufficiale, per i militari internazionali e per Bruxelles sarà più complesso sostenerne e formarne un’altra. Soprattutto perché tradizionalmente i libici non amano ingerenze e imposizioni esterne di nessun tipo, come ha dimostrato anche la sconfitta dell’Isis a Sirte.

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