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Libia, l’LNA è chiuso in una piccola area dell’aeroporto internazionale di Tripoli

Libia, L’LNA è Chiuso In Una Piccola Area Dell’aeroporto Internazionale Di Tripoli

Le forze del GNA hanno chiuso l’LNA in una piccola porzione dell’aeroporto internazionale di Tripoli. Secondo le truppe di Sarraj non manca molto prima che sia conquistato. Per Haftar sarà un colpo molto duro

Le truppe di Khalifa Haftar sono chiuse in una piccola porzione dell’aeroporto internazionale di Tripoli. Le forze del GNA hanno avanzato ancora, togliendo loro terreno, e al al momento stanno attaccando il terminal con l’artiglieria e i caccia. Le truppe di Fayez Sarraj ritengono che lo scalo sarà conquistato molto presto, forse anche in settimana. Per il Generale perderlo sarà un colpo molto duro. Ciò in quanto la struttura verrà usata dai militari come base operativa avanzata per prendere di mira Qasr Ben Ghashir, quartier generale delle milizie di Bengasi vicino alla capitale, e l’area attorno a Gharian, da dove passano i rifornimenti di combustibile per la prima linea dell’uomo forte della Cirenaica. Peraltro, grazie alla struttura, i soldati del GNA riceveranno direttamente in loco rinforzi e supporto logistico. In questo modo potrà essere esercitato un pressing costante sui bersagli nemici.

Continuano gli sforzi internazionali per porre fine alla crisi. Dopo il capo di UNSMIL, Ghassan Salamé, anche il direttore per il Medio Oriente e Nord Africa (ME NA) del ministero degli Esteri tedesco vola dal Generale. Ma Sarraj ribadisce: Nessun negoziato fino a che l’LNA non sarà stato sconfitto

Intanto, continuano gli sforzi internazionali per cercare di riportare Haftar alla ragione, cessando l’offensiva militare contro Tripoli. Il Generale prima aha ricevuto la visita del capo di USMIL, la missione ONU in Libia, Ghassan Salamé. Poi quella del direttore per il Medio Oriente e il Nord Africa (ME NA) del ministero degli Esteri tedesco e già ambasciatore nella nazione, Christian Bock. Entrambi hanno esortato nuovamente l’uomo forte della Cirenaica a fermare la violenza e a sedersi intorno a un tavolo con le controparti per porre fine alla crisi. Salamé peraltro ha avuto colloqui sullo stesso tema anche con lo speaker dell’ala della Camera dei Rappresentanti (HoR) rimasta a Tobruk, Agilah Saleh, e con alcuni attivisti a Bengasi. Al momento, però, non sembra che nulla si sia sbloccato. Per di più, Sarraj ha ribadito che non ci saranno negoziati fino a che l’LNA non sarà stato sconfitto.

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