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Libia, l’LNA annuncia la no-fly zone sul triangolo Gharyan-Tarhuna-Tripoli

Libia, L’LNA Annuncia La No-fly Zone Sul Triangolo Gharyan-Tarhuna-Tripoli

Haftar annuncia la no-fly zone sul triangolo Gharyan-Tarhuna-Tripoli. Si teme una imminente maxi offensiva dell’LNA verso la capitale

La situazione in Libia si complica ancora: l’LNA ha annunciato l’istituzione di una no-fly zone totale sul triangolo Gharyan-Tarhuna-Tripoli. Le truppe di Khalifa Haftar hanno minacciato una dura risposta per chiunque la violerà, a prescindere dall’appartenenza dei velivoli, e hanno esortato ONU e organizzazioni umanitarie a evacuare immediatamente i prigionieri (presumibilmente i migranti) dalle zone di operazioni militari a sud della capitale. Ciò che si preannuncia è preoccupante, in quanto sembra che a breve potrebbe essere lanciata una massiccia offensiva del Generale. Inoltre, appare scontato che Fayez Sarraj e il GNA rigetteranno l’ultimatum. Soprattutto in quanto questo coinvolge anche l’aeroporto di Mitiga, appena riaperto ma che è stato subito bombardato da una pioggia di razzi Grad. Di conseguenza, c’è il rischio di un bagno di sangue. In barba alla tregua, accettata da entrambi i contendenti alla Conferenza di Berlino.

Il Generale mantiene il grip sul petrolio, grazie anche alla Francia, ma non potrà farlo ancora per molto. O sconfigge rapidamente Sarraj e il GNA o dovrà allentare la morsa

Inoltre, Haftar continua a mantenere il controllo sui giacimenti e terminal petroliferi. Ciò nonostante il moltiplicarsi degli appelli internazionali affinché questi siano tenuti fuori dal conflitto con Sarraj, in quanto appartenenti a tutta la popolazione libica e fondamentali per il suo sostentamento. Il Generale, invece, mantiene il pugno ben saldo su di essi, sapendo che sono la sua arma migliore per avere ancora spazio di manovra anche con i partner internazionali. Inoltre, la posizione della Francia in contro tendenza con quella UE, gli sta facendo guadagnare tempo. L’uomo forte della Cirenaica, infatti, sa che non potrà mantenere il controllo sul greggio ancora per molto. Di conseguenza, o riesce in breve ad arrivare a Tripoli o saranno i suoi stessi partner a obbligarlo a liberarli. Vedi la Russia, che non ha gradito l’ennesima svolta improvvisa, la quale ha mandato a rotoli un percorso pianificato e studiato con cura.

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