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Libia, l’effetto “Haftar” a Tripoli comincia a farsi sentire chiaramente

Libia, L’effetto “Haftar” A Tripoli Comincia A Farsi Sentire Chiaramente

L’effetto “Haftar” comincia a farsi sentire chiaramente a Tripoli. I sostenitori del Generale si scontrano contro la NMF di Sarraj per il presunto arresto, poi smentito, di Mohammed Al-Kashik

La presunta marcia di Khalifa Haftar verso Tripoli, seppur non ancora confermata, produce il caos nella capitale della Libia. Nel fine settimana ci sono stati alcuni scontri nella zona ovest, riconducibili all’ipotesi. Il fermo di Mohammed Al-Kashik, sostenitore eccellente dell’uomo forte della Cirenaica, da parte della Forza Mobile Nazionale (NMF), ha scatenato la reazione di un gruppo armato, presumibilmente associato all’uomo. Questo si è scontrato con la NMF a Ghout Al-Shaal e Al-Ghiran. Solo la smentita di Al-Kashik del suo arresto ha riportato la calma. Il protagonista della vicenda è noto alla sicurezza interna del paese africano, in quanto fu coinvolto nei combattimenti di Tripoli del 2014. Poi, fuggì a Zintan e, infine, fece ritorno nella capitale dove attualmente lavora, presso il dipartimento della Sicurezza generale. Retto, peraltro, da Emad Al-Tarabulsi, leader pro-Haftar e poi riconvertito al Consiglio Presidenziale (PC) di Fayez Sarraj.

Il fronte pro-Haftar nella capitale libica ha cominciato ad alzare la testa. Prima degli scontri c’era stata la campagna #SecuringTheCapital. La tensione a Tripoli e non solo è crescente, anche perché a breve ci sarà la Conferenza Nazionale

Quanto accaduto, conferma che a Tripoli la tensione è crescente. I sostenitori di Haftar, che finora erano rimasti nell’ombra per paura di subire ripercussioni, hanno cominciato ad alzare la testa. Ciò è stato confermato prima da una campagna sui social media dal nome, in cui si auspica l’arrivo dell’LNA del Generale nella capitale libica. Poi dal fatto che il presunto arresto di uno dei suoi “simpatizzanti” abbia determinato una reazione armata, contro le forze istituzionali del PC di Sarraj. Si tratta di un segnale importante, soprattutto a seguito dell’avvicinarsi della Conferenza Nazionale (Al Multaqa Al Watani), che si dovrebbe tenere a fine marzo forse a Sirte. Se gli esiti non saranno graditi da entrambi i grandi attori nel paese africano, infatti, c’è il rischio di nuove rappresaglie e scontri, i quali causeranno un indebolimento della già fragile sicurezza e potrebbero ritardare, se non bloccare, il cammino verso le elezioni.

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