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Libia: le truppe di Haftar, fallita l’offensiva a Tripoli, ripiegano a sud

Libia: Le Truppe Di Haftar, Fallita L’offensiva A Tripoli, Ripiegano A Sud

L’annunciata nuova offensiva di Haftar a Tripoli è fallita. Le forze di Sarraj hanno mantenuto le linee di difesa e sono passate al contrattacco sull’LNA, intercettandolo anche all’aeroporto internazionale

Ormai è ufficiale, le forze di Khalifa Haftar a sud di Tripoli stanno ripiegando. La prima linea del Generale, dopo aver fallito la nuova offensiva contro la capitale libica (sventata da una serie di raid aerei e di contrattacchi delle forze del GNA), non riesce più a reggere il pressing. Inoltre, è allo stremo: gli uomini sono a pezzi e i rifornimenti sono quasi esauriti. Di conseguenza, si sta spostando verso zone meno calde. Per velocizzare i movimenti, però, ha usato la strada per l’aeroporto internazionale. Qui i soldati di Fayez Sarraj hanno intercettato il nemico e lo hanno ingaggiato in una violenta battaglia, ancora in corso. Parallelamente, i caccia dell’LNA hanno bombardato ancora l’aeroporto di Mitiga, cercando di distruggere il fantomatico centro di comando e controllo dei droni, ma l’azione ha provocato solo danni limitati. Tanto che lo scalo, dopo alcune ore di chiusura, ha riaperto regolarmente.

Fallito anche il tentativo del Generale di togliere la corrente elettrica alla capitale libica. La NOC annuncia la riapertura dell’oleodotto che collega il giacimento di Sharara a Zawiya. La pipeline alimenta la centrale d Ubari che fornisce elettricità al sud e all’ovest

Intanto, la National Oil Corporation (NOC) libica ha riaperto l’oleodotto che da Sharara, il più grande giacimento di petrolio del paese, porta a Zawiya. Milizie vicine ad Haftar lo avevano sabotato nei giorni scorsi, per ridurre il flusso di elettricità nella zona ovest e creare così problemi a Sarraj, mentre era in corso l’offensiva. La pipeline, infatti, alimenta la centrale elettrica di Ubari, che serve l’area meridionale e quella occidentale (Tripoli compresa). Il tentativo, però, è fallito in quanto il problema è stato risolto prima che si fermassero le turbine. Inoltre, l’attacco a sorpresa del Generale è stato sventato in breve tempo dalle forze del GNA, vanificando il piano. Queste non solo hanno mantenuto le linee di difesa, ma sono riuscite a contrattaccare, conquistando terreno e spingendo l’LNA dopo Wadi Rabea e Baer Al-Tuta. Ciò ha obbligato gli uomini di Bengasi a ripiegare.

Intanto, un caccia L39 di Haftar effettua un atterraggio di “emergenza” in Tunisia, formalmente per problemi tecnici che hanno portato a esaurire il carburante. Tunisi però fa sapere che la questione sarà trattata solo con il governo libico legittimo e riconosciuto: il GNA

In tutto ciò c’è un mistero su un aereo dell’LNA, atterrato in Tunisia. Il velivolo, un L39 decollato dalla base di Brak Al-Shatti, ufficialmente ha fatto una manovra di emergenza e si è posato a Bain Ghazal a sud di Mednine. Ciò in quanto si è rotto il dispositivo GPS di bordo e il pilota ha perso l’orientamento. L’apparecchio ha poi volato fino a che non ha esaurito il carburante e a quel punto è dovuto atterrare. Tunisi ha preso in consegna l’uomo e avviato un’indagine. Inoltre, ha fatto sapere che si coordinerà con l’unico governo libico riconosciuto: il GNA di Sarraj. La versione sull’incidente, comunque, presenta alcune anomalie. Gli esperti, infatti, pensano che se l’apparecchio avesse volato lungo la costa, avrebbe potuto facilmente trovare un territorio “alleato” su cui atterrare. Non si esclude, quindi, un gesto volontario del pilota, magari a scopo di defezione. D’altronde tra le truppe del Generale ci sono già stati diversi casi recentemente a sud di Tripoli.

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