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Libia, le truppe di Haftar cominciano a cedere a sud di Tripoli

Libia, Le Truppe Di Haftar Cominciano A Cedere A Sud Di Tripoli

Haftar, nonostante abbia appena annunciato una nuova offensiva a Tripoli, è costretto ad arretrare. Le truppe dell’LNA e le milizie alleate sono a pezzi. Inoltre, i nuovi mercenari arruolati dal Generale contro Sarraj non piacciono. Sono considerati intrusi

Le truppe di Khalifa Haftar non riescono a reggere il pressing delle forze del GNA e si ritirano a sud di Tripoli. Nelle scorse ore i caccia di Fayez Sarraj hanno distrutto le ultime postazioni dell’LNA ad Al-Asabaa e Yarmouk, obbligando gli uomini di Bengasi a ripiegare. Di fatto l’appena annunciava nuova offensiva del Generale si appresa a fallire ancor prima che cominci. I suoi assetti sono a pezzi. Sono stanchi e con il morale a terra. Inoltre, l’arrivo dei mercenari Janjaweed sudanesi e chadiani ha alimentato lo scontento nei ranghi dell’uomo forte della Cirenaica. Infatti, invece di vederli come una risorsa, i soldati e le milizie li hanno percepiti come intrusi. Ciò nello stile tradizionale libico, secondo cui le tribù locali non amano ricevere ordini, men che mai da stranieri. La conferma viene anche da Isis, la cui ideologia non ha mai attecchito tra la popolazione.

Haftar tenta le carte del petrolio e dell’elettricità per prendere tempo e vendicarsi sul Sud della Libia. Bloccato il flusso di greggio tra Sharara e Zawiya. A rischio l’operato della centrale di Ubari

Parallelamente, Haftar e i suoi alleati giocano la carta del petrolio e elettricità per prendere tempo. Un gruppo armato ha chiuso una valvola dell’oleodotto che dal giacimento di Sharara, il più grande della Libia, porta a Zawiya. Ciò ha obbligato la National Oil Corporation (NOC) a interrompere il flusso per cause di forza maggiore. Secondo fonti informate si tratta di una doppia mossa del Generale. Da una parte è una vendetta verso il sud, “colpevole” di aver ceduto alle proposte di Sarraj. Dall’altra si vuole creare difficoltà a Tripoli. Non a caso la pipeline alimenta la centrale elettrica di Ubari, che serve l’area meridionale e anche la capitale. Intanto, si intensificano gli sforzi internazionali per porre fine alla crisi. L’inviato ONU, Ghassan Salamé, ha incontrato l’incaricato d’affari USA per il paese africano. Inoltre, il ministro della Difesa italiana, Elisabetta Trenta, ha visto l’ambasciatore di Tripoli a Roma, Omer Al-Tarhuni.

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