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Libia, le proteste contro il GNA e la HoR si estendono anche a Est

Le proteste in Libia continuano e arrivano a Est. Dopo il GNA, anche la HoR è presa di mira. Sarraj autorizza la possibilità di nuove manifestazioni, purché pacifiche, e ordina alle sue forze di proteggere i partecipanti. Si teme, infatti, che Haftar e le milizie le alimentino per sabotare la tregua

Le proteste in Libia contro le pessime condizioni di vita e la corruzione proseguono, spostandosi anche a est. Nelle scorse ore si sono registrate manifestazioni a Sirte, Al-Qubah e in altre città del paese africano. Il bersaglio non è solo il GNA, ma anche la Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk. Non a caso i due organismi, i cui presidenti Fayez Sarraj e Aguila Saleh hanno siglato la tregua. Si ritiene, infatti, che ci sia qualcuno che stia sobillando gli animi della popolazione, in quanto avrebbe da perdere molto nel caso il cessate il fuoco si cementasse. Gli occhi sono puntati su Khalifa Haftar e su alcune milizie, anche occidentali. A proposito, il premier ha avviato un’indagine approfondita e ha ordinato alle forze di Tripoli di permettere nuove iniziative, proteggendo anche i partecipanti (lealisti compresi), purché queste avvengano in modo pacifico e siano regolari.

Il premier libico, intanto, adotta un pacchetto di misure ad hoc per disinnescare la miccia. Tra queste spicca un rimpasto di governo, probabilmente preceduto dalla dichiarazione dello stato di emergenza

Sarraj, inoltre, ha annunciato un rimpasto di governo del GNA per venire incontro alle richieste dei manifestanti. A riguardo ha fatto sapere che potrebbe dichiarare lo stato di emergenza, in modo da poter creare un esecutivo di crisi in Libia. Inoltre, ha presentato un nuovo fondo di compensazione a vantaggio delle aree di conflitto coinvolte nella guerra civile contro Haftar, chiedendo anche alla Banca Centrale (LBC) di fornire liquidità, occuparsi del sistema dei tassi di cambio e di combattere il mercato nero. Infine, ha ordinato alle autorità e alle istituzioni competenti di esercitare il loro ruolo per identificare i corrotti e per portarli davanti a un tribunale. In questo contesto, L’avvocato Generale del paese africano dovrà prendere misure immediate e concrete, soprattutto nei confronti del settore pubblico.

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