Libia, le navi diventano protagoniste nelle liberazioni degli ostaggi stranieri

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Le Filippine minacciano di invitare una fregata in Libia per contribuire alla liberazione dei 3 connazionali rapiti insieme a un sud coreano da sconosciuti a Ishwirif

Anche le Filippine, come ha già fatto la Corea del Sud, potrebbero presto mandare una fregata davanti alla costa libica. Il motivo di Manila è lo stesso di Seul. Salvare i 4 ostaggi internazionali nelle mani di sconosciuti terroristi o criminali nel paese nord africano. Il presidente della nazione asiatica, Rodrigo Duterte, ha fatto sapere che potrebbe inviare la più moderna fregata in dotazione alla sua Marina militare per salvare i 3 connazionali e il nord coreano, rapiti da ignoti il mese scorso vicino a Ishwirif. “Se cominceranno a fare del male ai nostri cittadini la manderò – ha detto in un incontro con i vertici militari e della polizia dello stato -. Non sto scherzando”. I lavoratori stranieri dell’impianto idrico in Libia, peraltro, sono apparsi recentemente in un video in cui confermano l’identità e la nazionalità. Inoltre, i sequestrati chiedono aiuto ai rispettivi presidenti affinché siano liberati al più presto.

Seul nei giorni scorsi ha schierato il cacciatorpediniere Munmu il Grande per lo stesso motivo. La nave è “pronta a ogni opzione, anche fornire supporto militare”. Intanto si cerca un dialogo con i sequestratori, che non si sa se siano terroristi o semplici criminali

Seul, invece, nei giorni scorsi ha inviato nelle acque davanti alla Libia il cacciatorpediniere Munmu il Grande (Munmu the Great DDH-976) per contribuire alla liberazione del suo cittadino, tenuto prigioniero insieme ai 3 filippini. La nave faceva parte delle operazioni anti-pirateria nel Golfo di Aden, ma dopo la notizia del sequestro ha ricevuto altri ordini e una nuova destinazione. Seul ha fatto sapere che la nave – oltre a proteggere le imbarcazioni commerciali – si sta preparando per ogni eventualità. Inclusa la possibilità di fornire supporto militare. Cioè di un blitz nel paese nord africano. Intanto, comunque, si cerca di trovare una via di dialogo con i rapitori. Anche se non è ben chiaro chi siano. Alcuni ipotizzano che siano miliziani Isis o di altri gruppi in cerca di una fonte di finanziamento. Altri, invece, che appartengano a una semplice banda di criminali (predoni).

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