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Libia, le milizie Occidentali provano a mediare tra Tarhuna e il PC di Sarraj

Libia, Le Milizie Occidentali Provano A Mediare Tra Tarhuna E Il PC Di Sarraj

Le milizie libiche occidentali entrano in campo per riconciliare Tarhuna e il PC di Sarraj. La città è la base della Settima Brigata, che più volte in passato ha attaccato Tripoli e si teme che lo possa fare ancora durante la Conferenza Nazionale

Le milizie occidentali in Libia provano a spegnere eventuali focolai di violenza a pochi giorni dalla Conferenza Nazionale. I vertici dei consigli militari di Misurata, Zliten, Gharyan e Tarhuna si sono incontrati nei giorni scorsi con un obiettivo preciso: aprire un canale di dialogo tra i i capi dell’ultima città e il governo di Fayez Sarraj. Sembra, infatti, che gli abitanti di Tarhuna e le loro “forze di protezione” sono convinti di essere stati abbandonati da Tripoli. Anche in occasione del Multaqa Watani. Perciò minacciano risposte armate. Non a caso il centro abitato è il quartier generale della Settima Brigata dei fratelli Khani. Questa più volte ha lanciato offensive verso la capitale del paese africano. Di conseguenza, si teme che possa colpire nuovamente durante l’evento e magari essere seguita da altri, che si ritengono messi da parte o che non sono stati invitati al consesso.

Il Multaqa Watani è l’evento chiave per il futuro del paese e la sicurezza, ma qualcuno cerca di sabotarlo

D’altronde, il rischio per la sicurezza in Libia negli ultimi tempi è aumentato notevolmente. Il Multaqa Watani è visto come un evento chiave per il futuro del paese e qualcuno sta provando a boicottarlo, facendo circolare false liste di partecipanti per creare confusione e aizzare gli animi dei presunti esclusi. Ciò ha richiesto l’intervento diretto del capo di UNSMIL, la missione ONU nella nazione, Ghassan Salamé. Questo, infatti, ha dovuto formalizzare che l’unico elenco vero è nelle sue mani e che gli invitati saranno contattati dalla missione. Nonostante ciò, nell’Ovest sta crescendo il malcontento, spinto anche da abili azioni di propaganda e fake news sul terreno e sui social media, a opera di soggetti pro-Haftar. Di conseguenza, tutti i maggiori attori dell’area si stanno impegnando per far abbassare la tensione. In caso contrario si rischia una nuova guerra civile, dagli esiti incerti.

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