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Libia, le milizie di Centro e Ovest si uniscono sotto un unico comando

Libia, Le Milizie Di Centro E Ovest Si Uniscono Sotto Un Unico Comando

In Libia le milizie di Centro e Ovest si uniscono sotto un unico comando a Ras Adjar, al confine con la Tunisia. La Forza annuncia lealtà a Sarraj, ma solo se il PC agirà all’unanimità

Arriva in Libia un nuovo pericolo per la stabilità: le milizie dell’ Ovest e del Cento si uniscono sotto un unico comando. Lo ha annunciato la Tripoli Protection Force (TPF), spiegando che il vertice del nuovo contingente sarà dislocato a Ras Ajdar, al confine con la Tunisia. L’obiettivo dichiarato è garantire la sicurezza nell’area ed evitare che la Regione diventi un campo di battaglia in una nuova guerra civile. Soprattutto per il fatto che le forze di Khalifa Haftar si stano avvicinando alla capitale. Il nuovo esercito è formato da diversi gruppi armati locali e sarà leale al Consiglio Presidenziale (PC) di Fayez Sarraj, ma prima ancora alla popolazione. La conditio sine qua non, infatti, è che il PC metta parte le divisioni interne per il benessere della nazione africana. Infatti, la Forza eseguirà gli ordini dell’organismo solo se questo agirà con l’accordo di tutti i suoi nove membri.

Il nuovo contingente è l’ala militare della “Libyan National Assembly”. Vi fanno parte le milizie di Misurata, Zintan, Zawia e Gharian, oltre che il Libyan Islamic Fighting Group e la Libya Dawn

Da tempo si vociferava della nascita in Libia di un esercito formato dalle milizie. Un nuovo attore, formalmente anti-Hatfar, ma che potrebbe dare grossi problemi anche a Sarraj. La forza è l’ala militare della neo costituita “Libyan National Assembly” e vi fanno parte i comandante di vari gruppi armati, islamisti, membri del Libyan Islamic Fighting Group e della Libya Dawn. Il grosso delle truppe comunque proviene da Tripoli, Misurata, Zintan, Zawia e Gharian. Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma sembra che il contingente si chiamerà Forza di Protezione della Regione Occidentale (WRPF). La collocazione del quartier generale vicino alla Tunisia, inoltre, è strategica. Sia per ricevere armi e rifornimenti in caso di emergenza o blocchi sia per far transitare uomini e mezzi.

La nascita del nuovo ’“esercito”preoccupa sia Haftar sia Sarraj. Il primo si vede ostacolate le mire espansioniste a Ovest. Il secondo sarà più protetto, ma dovrà fare concessioni e ascoltare le esigenze delle milizie. Soprattutto al Multaqa Watani

La concretizzazione del nuovo esercito è una spina nel fianco per le mire espansionistiche di Haftar. Questo è composto da molti uomini motivati, ben armati e addestrati, che peraltro conoscono molto bene il territorio in cui operano. Ciò a differenza dell’LNA e delle sue forze alleate. Per cui è un nemico temibile, molto più delle forze regolari del PC. Per Sarraj è, invece, un’arma a doppio taglio. Da una parte rappresenta un’ancora di salvezza nel caso il Generale decida effettivamente di lanciare un’offensiva militare nell’Ovest della Libia. Dall’altra è un nuovo problema da gestire, soprattutto in vista del Multaqa Watani. La dimensione e il peso del gruppo, infatti, lo obbligheranno a fare concessioni e a rivedere le sue politiche, dando maggiore spazio alle esigenze delle milizie, che in caso contrario potrebbero decidere di “non collaborare”. 

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