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Libia, le milizie del Sud si schierano con Sarraj contro Haftar

Libia, Le Milizie Del Sud Si Schierano Con Sarraj Contro Haftar

Ali Kanna, a capo della zona militare di Sabha, si schiera con Sarraj e chiede a tutte le unità di combattere l’LNA fino a quando non si ritirerà da Tripoli

I combattenti libici del Sud si schierano con il GNA di Fayez Sarraj per contrastare l’offensiva dell’LNA. Il comandante della zona militare di Sabha, Ali Kanna, in un discorso televisivo ha esortato tutte le unità della regione a combattere le truppe di Khalifa Haftar fino a che queste non si ritireranno dalla capitale del paese africano. Inoltre, ha chiamato la mobilitazione generale, coinvolgendo gli elders, affinché siano messe in sicurezza le infrastrutture vitali e quelle energetiche della zona. In primis i giacimenti petroliferi, i più grandi della nazione. L’appello è stato subito raccolto a livello locale dalle milizie, soprattutto quelle Tabu di Murzuq, che si sono messe ufficialmente a disposizione di Kanna e hanno annunciato di essere pronte a muovere. Finora, invece, si erano limitate a proteggere il quadrante dagli attacchi del Generale, dopo aver cacciato gli uomini di Bengasi dalle città al confine con Algeria, Niger e Ciad.

Per Haftar questo è un nuovo problema. Il Generale non ha risorse da distrarre per contrastare una eventuale nuova offensiva, ma non può perdere il controllo del Sud e delle sue risorse energetiche

Per Haftar il cambio di postura delle forze militari del Sud è un grosso problema. Ciò, per una serie di motivi: innanzitutto, avanzando verso Tripoli, potrebbero chiudere ulteriormente la rotta di rifornimento terrestre alla prima linea dell’LNA che passa da Sabha. Inoltre, ridurrebbero ulteriormente il controllo del Generale sulla regione meridionale, motivo principale per cui gode ancora del sostegno di alcuni partner internazionali, interessati alle risorse energetiche poco esplorate nell’area. Peraltro, contrastarle sarebbe molto difficile. L’uomo forte della Cirenaica, infatti, non ha più uomini. Tutti quelli disponibili, volontari o coscritti, sono stati inviati a combattere il GNA. E la situazione non è buona. Nonostante tutti gli sforzi e l’aiuto dei consiglieri militari russi, le truppe di Bengasi continuano a perdere terreno. Quindi, non ci sono risorse da distrarre per poter contenere la nuova offensiva.

Intanto a Tarhuna la situazione è sempre più tesa e le milizie pro-Haftar sparano a tutto ciò che si muove. Giallo sul drone italiano precipitato nell’area, un Predator B, che si afferma sia stato abbattuto dall’LNA. La Difesa conferma la perdita di contatto con l’UAV ma non le cause 

Intanto, le forze di Sarraj stringono il cerchio su Tarhuna. La città è sotto assedio, tanto che nei giorni scorsi c’è stata una violenza battaglia con le milizie della Settima brigata, alleate di Haftar. La situazione nell’area è molto tesa e c’è il rischio di nuovi scontri in ogni momento. La conferma viene dal fatto che le truppe del Generale sono sempre più nervose e sparano a tutto ciò che si muove, a terra e in cielo. Nelle ultime ore hanno affermato di aver abbattuto un drone nemico, che in principio si ritenesse turco. Poi, però, è emerso che era italiano, probabilmente un Predator B “Reaper”, in base alle foto diffuse sui social media. Ma non è detto che sia stato colpito. Lo Stato Maggiore della Difesa (SMD) ha confermato la perdita dell’UAV, senza specificare le cause, precisando che è stato perso “il contatto con un velivolo a pilotaggio remoto dell’Aeronautica militare, successivamente precipitato sul territorio libico”. Questo “svolgeva una missione a supporto dell’operazione Mare Sicuro e seguiva un piano di volo preventivamente comunicato alle autorità libiche”.

Photo Credits: Libya Observer

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