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Libia, le forze di Haftar attaccano Murzuk ma i Tabu le respingono

Libia, Le Forze Di Haftar Attaccano Murzuk Ma I Tabu Le Respingono

Come paventato, le milizie di Haftar attaccano Murzuk. I membri della tribù Tabu li respingono, ma si rischia un bagno di sangue se qualcuno non interverrà in maniera decisiva

Nel sud della Libia sta accadendo quanto previsto: le milizie alleate di Khalifa Haftar sono entrate a Murzuk e hanno ingaggiato una violenta battaglia con gli appartenenti ai Tabu. Secondo fonti locali, elementi della Brigata 73 hanno fatto irruzione nella città dal lato est, incontrando da subito la resistenza della tribù. Questa è riuscita a bloccare l’attacco, obbligando le forze del Generale a ritirarsi. Con ogni probabilità, però, l’offensiva riprenderà al più presto. Prima interverranno i caccia dell’uomo forte della Cirenaica per indebolire le difese del centro abitato. Poi, si muoveranno ancora le truppe sul terreno. Se non ci sarà un intervento internazionale si rischia un bagno di sangue e un conseguente deterioramento della sicurezza generale, che avrà effetti su tutto il paese africano. Serve un’azione incisiva, in quanto gli appelli lanciati finora non hanno avuto alcun effetto. Haftar infatti prosegue la sua “missione” come annunciato, senza dare segni di rallentamento.

C’è da risolvere anche la questione del giacimento petrolifero di Sharara. Le forze del Generale chiedono alla NOC di riprendere le operazioni. Questa ribadisce che serve sicurezza e invia ispettori. Ma anche in caso di riapertura, chi ne trarrebbe i benefici?

Peraltro, c’è da risolvere anche il capitolo del giacimento di Sharara, il più grande della Libia, conquistato nei giorni scorsi dalle milizie di Haftar. Le forze del generale affermano che le infrastrutture petrolifere sono sicure e invitano la National Oil Corporation (NOC) a riprendere la produzione. La NOC, però, fa sapere che lo sblocco avverrà solo se la sicurezza sarà garantita al 100%. A proposito, si legge in un comunicato dell’azienda, sono stati inviati ispettori per le verificheranno delle condizioni presso le infrastrutture. Secondo la compagnia del paese africano, infatti, l’area è ancora a rischio. Ciò, nonostante il Generale abbia schierato assetti a protezione degli impianti. Comunque, anche se l’estrazione dovesse riprendere, si pone un altro problema. A chi andranno il greggio e i proventi? In teoria al governo di Fayez Sarraj. Ma, come accaduto già in passato, Haftar potrebbe volerli trattenere. Almeno in parte. A quel punto che succederà?

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