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Libia, le elezioni potrebbero essere posticipate. L’Italia aveva ragione

Libia, Le Elezioni Potrebbero Essere Posticipate. L’Italia Aveva Ragione

L’inviato ONU in Libia, Ghassan Salamè, alla AFP: Potrebbe non essere possibile rispettare la scadenza del 10 dicembre per le elezioni

Una tegola si abbatte sulla Libia, sul GNA di Fayez Sarraj e sulla Francia: le elezioni potrebbero non tenersi il 10 dicembre del 2018, come in origine previsto. Peraltro la notizia viene da una fonte più che autorevole: l’inviato ONU nel paese nord africano, Ghassan Salamè. L’accademico libanese in un’intervista alla AFP ha affermato che non è garantito che sarà rispettata la data stabilita del voto. “C’è molto da fare – ha sottolineato -. Potrebbe non essere possibile rispettare la scadenza del 10 dicembre”. I seggi, secondo Salamè “ non potranno essere organizzati prima di tre o quattro mesi”. Inoltre, a quella data la legge elettorale dovrà essere pronta. Altrimenti si dovrà aspettare. “Potremo avere elezioni nel prossimo futuro, ma di certo non ora”, ha aggiunto riferendosi alla situazione di insicurezza che regna nella nazione e in particolare a Tripoli dopo gli attacchi della Settima Brigata.

Per le Nazioni Unite il voto nel paese nord africano rischia di slittare per problemi di 3 ordini: politici, di sicurezza e logistici

Ma per Salamè i ritardi delle elezioni in Libia non sono dovuti solo alle offensive delle milizie. Per esempio, gli attacchi al quartier generale dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale hanno obbligato a trovare un altro edificio per ospitare la struttura. Ciò comporta che dovrà ricominciare una nuova procedura di registrazione degli elettori. A proposito, però, è stato già formato un comitato che, con il sostegno di UNSMIL (la missione delle Nazioni Unite nel paese nord africano), si occuperà di censire le 110.000 persone del ministero dell’Interno e le 40.000 presso quello della Difesa che hanno diritto di voto. Il GNA di Sarraj, però, dovrà parallelamente fare la sua parte, compiendo dei passi per evitare che quanto accaduto si ripeta.

Sarraj lavora a nuovi provvedimenti e a un rimpasto di governo. Resta solo da capire se sarà mini o maxi

Sarraj è, comunque, già al lavoro per riconquistare il peso perso in Libia e a livello internazionale. Il capo del GNA pensa a un rimpasto di governo e ad alcuni provvedimenti per contrastare il clima di insicurezza nel paese e in particolare a Tripoli. Per ora c’è mistero assoluto, ma sembra che a breve verranno annunciate le nuove misure, decise in collaborazione con UNSMIL. Sicuramente dovrà essere nominato un ministro della Difesa, incarico a oggi assunto ad interim da Sarraj. Inoltre, è probabile che salti il titolare dell’Interno per i troppi errori commessi durante tutta l’ondata di violenza. Insieme a lui potrebbero lasciare l’incarico altri capi di dicasteri importanti, giudicati troppo inefficienti rispetto alle richieste della popolazione. Da quello della Giustizia a quello delle Finanze, passando per la Salute e gli Affari Sociali. Resta solo da capire se il rimpasto sarà mini o maxi.

La Francia rischia di essere la grande sconfitta dalla situazione. Si conferma, invece, che l’Italia aveva ragione a essere cauta. Inoltre, la Conferenza Internazionale sulla Libia a novembre potrebbe diventare un evento decisivo

La notizia del possibile slittamento delle elezioni il Libia ha creato il caos anche a livello internazionale. E’ stato un colpo molto duro soprattutto per la Francia, che con la Conferenza di Parigi pensava di essere aver ottenuto il primato nella gestione della questione. L’Italia, invece, ha fatto bene a mantenere un profilo cauto, nonostante le critiche. Tanto più che si stanno concretizzando le paure del nostro paese sull’incertezza legata al processo elettorale e alla sicurezza. In questo contesto, inoltre, la conferenza internazionale sulla Libia di novembre in Sicilia potrebbe assumere un ruolo diverso, rispetto a quello originale. Non essere più un evento di coordinamento pre-voto, ma un appuntamento decisivo affinché questo si tenga. Seppur con tempi diversi.

 

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