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Libia, le chance di una tregua Sarraj-Haftar continuano a diminuire

Diminuiscono ogni giorno le chance di una nuova tregua tra Sarraj e Haftar in Libia. Il Generale: La pace può essere ottenuta solo dopo la sconfitta e il disarmo delle milizie. La Turchia, invece, ribadisce il sostegno al GNA in chiave anti-LNA

Ogni giorno che passa in Libia diminuiscono le chance di una nuova tregua tra Fayez Sarraj e Khalifa Haftar. Ciò, nonostante il Consiglio di Sicurezza (CdS) ONU abbia appena approvato la risoluzione 2510 in relazione alla crisi nel paese nord africano. Il Generale, infatti, ha appena  lanciato una nuova provocazione, affermando che la pace potrà essere raggiunta solo dopo che le milizie saranno state sconfitte e disarmate. A poche ore dal summit del CdS, invece, aveva vietato a ogni aereo – compresi quelli delle Nazioni Unite – di atterrare all’aeroporto di Mitiga, vicino a Tripoli. Inoltre, il presidente turco, Recep Tayyip Erdoganm ha ribadito poche ore fa che Ankara continuerà ad adempiere all’accordo di sicurezza con il GNA e ad addestrare i soldati del governo riconosciuto. Con questi presupposti, l’ipotesi di un cessate il fuoco diventa sempre più remota. Soprattutto, in quanto i combattimenti non accennano a diminuire.

L’unica possibilità per riprendere le speranze è bloccare il traffico di armi verso i due contendenti. All’ONU si lavora a una risoluzione ad hoc, che affronti anche il tema delle sanzioni verso chi viola l’embargo. Lo scoglio da superare è il quasi certo veto della Russia

Secondo gli esperti, l’unica possibilità per fermare l’escalation di violenza è bloccare il traffico di armi e sistemi per Sarraj e Haftar. Ma, né la recente Conferenza di Berlino sulla Libia né la risoluzione ONU affrontano in maniera efficace il tema. Si ribadisce che tutti debbano rispettare l’embargo, ma non sono previste sanzioni contro chi lo viola. A riguardo, comunque, qualcosa potrebbe muoversi. Fonti ben informate fanno sapere che si sta lavorando al Palazzo di Vetro per una nuova risoluzione, dedicata proprio a questi aspetti. L’ostacolo da superare, però, è il quasi certo veto della Russia che sostiene Bengasi e l’LNA. Una parziale conferma arriva anche dalla Germania. Il ministro degli Esteri, Heiko Maas, ha affermato in una conferenza stampa che si sta monitorando tutti i canali attraverso cui le armi arrivano in Libia” e che Berlino supporta “ogni risoluzione che sostenga il ruolo dell’Unione Europea nel garantire l’attuazione dell’embargo”.

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