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Libia, le brigate occidentali chiedono a Sarraj di intervenire per le elezioni

Le brigate occidentali libiche chiedono a Sarraj di intervenire per creare un nuovo GNA, senza “ineleggibili”, che porti il paese alle elezioni

In Libia, come volevasi dimostrare, cominciano le prime proteste con l’avvicinarsi dell’elezione del nuovo Consiglio Presidenziale (PC) del premier. Mentre il Libyan Political Dialogue Forum (LPDF) è riunito in Svizzera per decidere da chi saranno composte le istituzioni provvisorie che accompagneranno il paese africano fino alle elezioni del 24 dicembre 2021, diverse brigate militari occidentali hanno dato il via a manifestazioni. Esortano l’attuale capo del PC, Fayez Sarraj, di riunire il Consiglio e formare un nuovo GNA fino al voto. Inoltre, chiedono la riunificazione di tutte le fazioni militari dell’Ovest del paese, la riapertura delle strade e il ritorno degli sfollati alle proprie case in Tripolitania. Infine, accusano UNSMIL, la missione ONU che coordina i negoziati, di non aver ottenuto nulla con le sue iniziative. Infine, chiedono una roadmap chiara e trasparente per le elezioni, sottolineando che tra i candidati alla nuova autorità esecutiva ci sono persone “ineleggibili”.

La protesta era un evento annunciato, in quanto molte milizie temono di perdere i privilegi, acquisiti nella guerra contro Haftar. La tensione è in aumento, con l’avvicinarsi della nomina dei nuovi Consiglio Presidenziale e premier da parte del LPDF

La protesta delle milizie era un evento annunciato. Ciò in quanto alcune di loro rischiano di perdere i privilegi acquisiti nel corso della guerra contro l’LNA di Khalifa Haftar. Queste, inoltre, vedono nella recente operazione Snake Hunt del ministero dell’Interno di Tripoli una ulteriore umiliazione. Ciò, in quanto la caccia ai terroristi e ai trafficanti di esseri umani sarebbe dovuta essere stata affidata a loro, e non ad altre forze libiche. Non a caso, l’hanno definita “una delusione”. Le loro richieste finora non implicano un “altrimenti”, ma si teme che in futuro ci possano essere minacce o rischi di violenza. Soprattutto se il 5 febbraio il LPDF nominasse un Consiglio Presidenziale non gradito alle brigate, magari troppo vicino a Misurata, invece che ad altri centri di potere nel paese africano.

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