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Libia, l’accordo Turchia-Sarraj fa paura. Non solo ad Haftar

Nell’accordo tra GNA e Turchia sulla Difesa, arrivato al Parlamento di Ankara per l’approvazione, spunta un elemento imprevisto. La creazione di una QRF con compiti militari e di polizia. Potrebbe essere il contraltare ai russi della Wagner, ma né Erdogan né Putin sembrano preoccupati

L’imminente concretizzazione dell’accordo tra GNA di Fayez Sarraj e Turchia in ambito Difesa fa salire la tensione nell’area e non solo. Una volta che il documento è giunto al Parlamento di Ankara affinché sia approvato, è emerso un nuovo capitolo sul versante dell’assistenza: la possibile creazione di una Quick Reaction Force (QRF), che si occuperà di compiti militari e di polizia. Sull’iniziativa ci sono pochissimi dettagli, ma sembra che si tratti di una forza congiunta tra i soldati di Tripoli e quelli alleati in chiave anti-LNA di Khalifa Haftar. I secondi, almeno secondo quanto è stato fatto trapelare da fonti locali, dovrebbero avere solo compiti di supporto e mentoring sul campo. Di fatto, invece, rappresenteranno il contraltare ai contractors russi del gruppo Wagner. Il punto, peraltro, non è stato soppresso neppure dopo il recente incontro tra i presidenti Recep Tayyp Erdogan e Vladimir Putin. Segno che Mosca non si aspetta particolari criticità.

La presenza “visibile” dei soldati turchi potrebbe far deragliare il già fragile cammino della Conferenza di Berlino sulla Libia. D’altronde, né Sarraj né Haftar al momento hanno convenienza a sedersi a un tavolo

L’eventuale presenza “visibile” sul terreno dei militari turchi, però, preoccupa molto la comunità internazionale. Soprattutto perché rischia di far deragliare il già fragile cammino della Conferenza di Berlino sulla Libia. L’evento, sponsorizzato dall’ONU, è infatti già stato rimandato più volte e l’ultima data prevista è “all’inizio del 2020”. D’altronde, né Sarraj né Haftar in questo momento hanno convenienza a sedersi attorno a un tavolo. Il capo del GNA, anche ministro della Difesa ad interim, è in vantaggio sul Generale. Sia sul terreno sia nel dominio aereo. Inoltre, ha dalla sua il fattore “tempo”. L’uomo forte della Cirenaica, sa che deve tentare il tutto e per tutto per conquistare Tripoli o almeno fare passi significativi. Altrimenti per lui, a meno di una tregua riparatoria, sarebbe la fine. E anche in quel caso perderebbe la faccia con le sue tribù, scoraggiate e ormai allo stremo per un’offensiva senza pause né frutti.

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