Libia, la World Bank al GNA: Se volete crescere, deve tornare la sicurezza

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La World Bank bacchetta il GNA di Fayez Sarraj: Se la Libia vuole cominciare a crescere deve tornare la sicurezza

Fayez Sarraj e il GNA devono necessariamente risolvere al più presto la crisi della sicurezza in Libia e a Tripoli. Ne va del futuro del paese. Lo ha stabilito anche la Banca Mondiale (World Bank) nell’outlook economico sul paese nord africano di ottobre. L’organismo internazionale ha ricordato che le entrate della nazione si basano soprattutto sulle attività legate agli idrocarburi. Di conseguenza, la sua performance economica è fortemente condizionata dalla situazione della sicurezza. Specialmente nell’area principale dei campi petroliferi e dei terminal. Cioè nella Mezzaluna Petrolifera, teatro in questi mesi di numerosi scontri. Militari e politico-diplomatici tra Sarraj e il generale Haftar, con in mezzo le milizie. Soprattutto quella di Ibrahim Jodran, ma non solo. La produzione, infatti, è raddoppiata raggiungendo livelli record, ma le battaglie tra varie fazioni hanno vanificato gran parte degli sforzi.

La Banca Mondiale: Basta scontri con le milizie, soprattutto nella Mezzaluna Petrolifera. Il paese dipende dagli idrocarburi

Per la World Bank la soluzione affinché la Libia torni ad avere un’economia prospera e in crescita è su due livelli. Il primo è quello di ristabilire condizioni di sicurezza accettabili, soprattutto nella zona ricca di petrolio. La seconda, invece, prevede che il paese nord africano torni a sfruttare tutte le sue capacità di estrazione e vendita del greggio. La National Oil Corporation (NOC), infatti, oggi è in grado di produrre in media un milione di barili al giorno (bpd). Circa due terzi del suo potenziale. Se fosse a pieno regime, invece, il GNA e Sarraj avrebbero le risorse e gli spazi per poter approvare manovre e provvedimenti a favore della popolazione. Soprattutto nei settori più critici come quelli dell’energia (elettricità), salute e dell’istruzione. Come chiedono a gran voce sempre più libici, in particolare i giovani.