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Libia, la Turchia: Sarraj accetterà la tregua se Haftar si ritirerà sa Sirte e Jufra

Cavusoglu: Sarraj accetterà la  tregua con Haftar se ritriterà le sue forze da Sirte e Jufra. E’ la precondizione per un cessate il fuoco duraturo

Arrivano le prime notizie sulle condizioni a cui Fayez Sarraj accetterà la tregua con Khalifa Haftar. Le ha annunciate il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, al Financial Times. Il GNA accetterà il cessate il fuoco solo se l’LNA si ritirerà dalle regioni centrali e occidentali libiche, e in particolare da Sirte e Jufra. Inoltre, ha spiegato che la Russia ha presentato un’offerta durante i colloqui del mese scorso a Istanbul con date e tempi concreti. Quando però Ankara si è consultata con Tripoli, questa ha posto la pre-condizione che le truppe di Bengasi si ritirino sulle posizioni che avevano nel 2015, prima dell’inizio della guerra civile. Altrimenti, ha avvertito, c’è la concreta determinazione del GNA a riprendere l’’offensiva contro le forze orientali. “Ora dipende dalla controparte – ha concluso Cavusoglu -. Dovrebbero accettare queste pre-condizioni per un cessate il fuoco duraturo”.

L’LNA: Se la Turchia attaccherà, subirà una dura reazione dai paesi arabi. Soprattutto nel caso di Sirte. Ma si tratta di propaganda, i giochi sono stati già decisi grazie alle basi militari russe e di Ankara

La risposta degli uomini di Haftar non si è fatta attendere. Se i turchi attaccheranno Sirte e Jufra, i loro sogni verranno infranti – ha affermato il portavoce dell’LNA -. La reazione dei paesi arabi sarà estremamente dura, in particolare nel caso di un’offensiva contro Sirte”. Le sue parole, però, sono in buona parte propaganda. Secondo fonti internazionali, il GNA di Sarraj potrà riprendere la città costiera per ripristinare l’equilibrio pre guerra civile in Libia. Poi, però, dovrà fermarsi. Jufra probabilmente rimarrà almeno per ora sotto l’egida di Bengasi. Ciò in quanto vi è una grande base russa. In contraccambio, Ankara aprirà due basi: una aerea a Waitiya (dove forse ci sarà in futuro anche una presenza militare Usa) e l’altra navale a Misurata. In entrambi i casi sono già cominciati i lavori per mettere in sicurezza le due strutture e per adeguarle alle necessità delle TAF.

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