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Libia, la tregua tra Sarraj e Haftar è ufficialmente finita

Libia, La Tregua Tra Sarraj E Haftar è Ufficialmente Finita

La tregua tra Sarraj e Haftar in Libia è ufficialmente finita. L’LNA effettua un violento bombardamento a Tripoli e sull’aeroporto di Mitiga. Inoltre, cerca di prendere Aziziyah

La tregua in Libia è ufficialmente finita. Nel fine settimana c’è stata una delle più violente offensive di Khalifa Haftar contro Fayez Sarraj nell’area di Tripoli e a sud. Nel primo caso l’LNA ha lanciato in direzione dell’aeroporto di Mitiga decine di razzi. Obiettivo: il centro di comando e controllo dei droni del GNA. Le truppe del Generale hanno affermato di averlo distrutto, ma poco dopo proprio gli aerei senza pilota del governo hanno colpito le postazioni del nemico nel quadrante, obbligandolo a ripiegare. Nel secondo, gli assetti dell’uomo forte della Cirenaica hanno conquistato a sorpresa Aziziyah e Hira per alcune ore. Poi, però, sono stati respinti, grazie all’arrivo di rinforzi dalla capitale. Prendere le due città era strategico per isolare Gharyan, che blocca al Generale la possibilità di far arrivare via terra rifornimenti alla sua prima linea.

I raid sullo scalo e sulle aree residenziali nella capitale causano una dura reazione internazionale. Condanne da UNSMIL e Italia, inoltre l’ambasciatore libico alle Nazioni Unite porta al Consiglio di Sicurezza le prove delle violazioni della tregua da parte dell’uomo forte della Cirenaica

Peraltro, gli attacchi di Haftar – soprattutto a Tripoli – hanno suscitato una forte e dura reazione internazionale. UNSMIL ha condannato sia i bombardamenti sull’aeroporto di Mitiga (preso di mira per il terzo giorno consecutivo) e sui quartieri residenziali sia il fatto che gli assetti dell’LNA abbiano colpito i civili. Anche l’Italia ha preso la medesima posizione tramite la sua ambasciata nel paese nord africano, definendo “inaccettabile” il dolore causato alla popolazione e il fatto che siano negati i “diritti di base”. Inoltre, la rappresentanza della Libia all’ONU ha presentato al presidente del Consiglio di Sicurezza di turno (l’ambasciatore belga Marc Pecsteen) un rapporto dettagliato con foto e video sulle ultime violazioni della tregua da parte di Haftar, denunciando che l’escalation cerca di minare gli sforzi del GNA di Sarraj, delle Nazioni Unite e internazionali per trovare una soluzione politica alla crisi.

Haftar, intanto, cerca aiuto in Siria. Soprattutto contro la Turchia, schierata a fianco di Sarraj. Il momento, però, non è ottimale grazie al lancio dell’operazione Spring Shield di Ankara contro Damasco

Intanto, Haftar cerca di giocarsi la carta della Siria per rafforzare le partnership internazionali. Bengasi e Damasco hanno accettato di istituire nelle due città rispettive missioni diplomatiche per contrastare gli sforzi della Turchia a favore del GNA di Sarraj e l’aggressione al regime di Bashar Assad. Inoltre, l’intelligence dell’LNA e quella del paese mediorientale hanno avviato uno scambio di informazioni sui miliziani siriani presenti a Tripoli e sui libici che combattono tra le file di Hayat Tahrir al-Sham (HTS, l’ex Fronte al-Nusra) e Isis. La cooperazione, però, arriva in un momento difficile per Damasco, impegnata a fronteggiare la guerra dichiarata da Ankara con l’avvio dell’operazione Spring Shield. Di conseguenza – almeno per il momento – è difficile che l’uomo forte della Cirenaica ottenga i risultati che spera, e cioè dimostrare che ci sono effettivamente terroristi schierati insieme alle forze del GNA.

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